Monthly Archive for aprile, 2006

Associazioni del vino crescono… online

E’ bello vedere come per alcune delle più importanti associazioni del vino italiano, la presenza web non si riduce solo ad un biglietto da visita in formato elettronico, ma sta diventando sempre di più un modo per interagire con gli associati, gli appassionati, i produttori e la stampa.
E’ il caso di Ais, Onav e Fisar che nel giro degli ultimi mesi hanno aggiornato i loro siti istituzionali:

IERI
OGGI

Margini di miglioramento ce ne sono ancora molti, ma già il fatto di aver dedicato sforzi ed energie per rilasciare nuovi siti fa ben sperare per il futuro.
Ma voi quale preferite???

Crisi del vino? Di certo non in Val d'Isarco

Reduci da un week-end in Alto Adige, ospiti della cantina Pacherhof per cercare di bere e scoprire un pò di vini altoatesini, ci siamo imbattuto in un fenomeno insolito.
In quasi tutte le cantine visitate o che abbiamo tentato di visitare in Val d’Isarco, abbiamo avuto molte volte la stessa risposta: “Vini del 2004 non ne abbiamo, imbottiglieremo il 2005 per giugno”. In altri casi siamo stati più fortunati ed abbiamo potuto assaggiare vini imbottigliati da pochi giorni o settimane, tutti di alta qualità e con prezzi competitivi, forse questa la causa della mancanza di crisi?…

Nuovo nome

Quando pochi mesi fa ho cominciato a scrivere questo blog, l’ho fatto più per gioco e per provare a mettermi alla prova. A qualcuno è piaciuto e devo dire che mi diverto anche a farlo.
Per il nome avevo scelto, senza pensarci troppo, un nome che ricordasse l’argomento che tratto: il marketing del vino visto soprattutto in rete. Così era nato Marketing diVino, ma poco dopo ho scoperto il decisamente migliore “Marketing e mercato del vino e dell’agroalimentare” della simpaticissima Slawka, chiamato anche “Marketing del vino”, quindi urgeva un cambio nome. Ed è uscito Wino, dove la W iniziale potrebbe stare per Web marketing, per WWW o semplicemente “Viva“. Spero vi piaccia :-) )

Esclusiva Internet: il Vermentino Rosso

E’ veramente urgente istituire il “Correttore di bozze per l’e-commerce di vini“, dopo il caso Giordano e Ticonviene la storia si ripropone, stavolta ancor più comica.

Nella sezione Shopping di Repubblica potete acquistare (o meglio non potete visto che tutti i link mandano ad una pagina di errore) 6 fantastiche bottiglie di Vino rosso Vermentino Riviera Ligure di Ponente DOC. E’ vero che DOC e DOCG cambiano di continuo, ma un Vermentino Rosso non si era ancora visto…

P.s.= come se non bastasse, la foto delle bottiglie di Vermentino è veramente invitante…

Grazie a Filippo per la segnalazione ;-)

Il Vinitaly visto da dietro il bancone

L’edizione 2006 non la ricorderò solo per le “veline” (leggi post precedente), ma soprattutto per aver vissuto l’esperienza dall’altra parte del bancone, ovvero aiutando Antonio Bonotto, non solo un ottimo produttore di Raboso, ma anche una persona con un’umanità ed onestà invidiabile.
Da semplice visitatore del Vinitaly, come lo sono stato nell’edizione passata, si passeggia velocemente tra gli stand, cercando quei produttori che ci siamo segnati o consigliati da amici ed esperti, non accorgendoci che ogni stand contiene storie di vini e uomini. Ogni tanto vediamo qualche produttore che sbadiglia per la stanchezza, altri che sorridono sinceramente, altri no. Chi ha preparato lo stand più come forma egocentrica di se stesso che per presentare i vini che produce. E comunque da visitatori non ci soffermiamo sulle persone, ma solo sui vini.

Dietro il bancone invece ti soffermi sulle persone: quelle che passano velocemente davanti al tuo stand senza neanche guardarlo. Quelle che lo guardano, ma non si capisce per quale motivo, visto che poi riprendono la loro corsa (forse si stanno solo orientando). Quelli che sono interessati, ma sono titubanti perchè non sanno a chi rivolgersi o perchè non sono sicuri che quel produttore sia quello che cercano.
E la prima domanda che sorge spontanea quando qualcuno ti si avvicina è: CHI SEI? Non tanto per capire se si tratta di un operatore, un cliente o un semplice appassionato, ma semplicemente per capire come impostare la relazione. Amichevole e rilassata se già cliente o un appassionato, formale ed efficiente (meglio sarebbe efficace) se nuovo cliente.
Per un’azienda medio-piccola che ha fatto investimenti importanti, il Vinitaly è importante anche per siglare nuovi ordini, per avere qualche boccata d’ossigeno.

Ed il vino? Rimane sullo sfondo, ma sempre come protagonista. Una volta che il nuovo cliente è arrivato allo stand ormai tu puoi fare poco, ora tocca al vino. E per me è stato un vero piacere vedere come Antonio parli del suo vino, perchè si coglie non la volontà di convincere l’interlocutore, ma la volontà di fargli comprendere che quel vino è figlio del lavoro e della terra da cui proviene. Che loro sono solo degli intermediari tra la natura ed il cliente. Una manciata di secondi ed il cliente decide con la frase fatidica: Prezzo? E qualche decine se non centinaia di bottiglie prendono la strada che le porterà ad essere stappate nel giro di pochi giorni, mesi o anni.

Altro discorso sono poi le pubbliche relazioni, che volenti o nolenti si è costretti a fare. Anche perchè quando si è piccoli e non si dispone dell’Ufficio Stampa, bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare, perchè vedere che vini che non sono lontanamente paragonabili ai tuoi sono sempre davanti agli occhi di tutti non è molto piacevole. E quindi si fa come Vittoria, moglie di Antonio, che con impegno e bravura riesce a dar voce ai propri prodotti, anche quando qualcuno vorrebbe privilegiare i vini di qualche grosso produttore amico…

In pratica una bella fatica, e pensare che mi sono fatto solo due dei cinque giorni previsti… Grazie ancora Antonio.

Vinitaly: il marketing delle veline


Una differenza che abbiamo colto tra l’edizione di quest’anno e quella dell’anno scorso (suffragata da conferme avute da decine di amici incontrati) è che la crisi nel mondo del vino italiano cominci ad attenuarsi.
Da cosa lo deduciamo? Ma naturalmente dallo studio “scientifico” che abbiamo portato avanti sulle spese di marketing viste al Vinitaly. In particolare la constatazione che quest’anno le standiste sopra il metro ed ottanta erano molto più numerose. Forse una gioia per i maschietti, ma un pò triste per il vino… anche perchè in uno stand dove una di queste simpatiche fanciulle mostrava le sue grazie c’era la ressa, ma pochissimi avevano un bicchiere in mano…
P.s.= anche noi facevamo parte della ressa, ma con un bicchiere in mano e visto la qualità del vino assaggiato, a quell’azienda converrebbe spendere più in cura del vigneto che in altro… :-) )

Citatemi e berrete alla mia salute!

No, non è l’invocazione di qualche politico in campagna elettorale, ma il tentativo lato “blog vinicolo” che l’azienda Castellari Bergaglio adotta, basandosi sull’idea già testata con successo da San Lorenzo.
Voi “blogger” parlate di noi e noi vi facciamo assaggiare il nostro vino, così poi ne riparlate ancora.
Ci sono cascato anch’io? Perchè no! Peccato che non abbia aperto il blog da più di sei mesi…
A parte gli scherzi, penso che la cosa funzionerà anche in questo caso (anche se meno di San Lorenzo), ma dubito che alla terza funzioni ancora… Beh, provare non nuoce e poi con quello che costa il vino di questi tempi…

Il vino costa troppo? No, con il barolo a 10,99 E

Esatto, come si vede dalla foto sotto (scusate la qualità ma il mio cellulare è nato per telefonare e non per far foto…)


E’ vero che è scontato del 20%, ma non c’è l’indicazione “vendita sotto costo” quindi è venduto ancora ad un prezzo superiore di quello di acquisto.

Certo che per un vino, in cui la scheda indica che può durare 15-20 anni è proprio un bel prezzo. Un barolo poi!!
Ero veramente tentato dall’acquistarlo, l’avevo già messo nel carrello, ma poi ho pensato al Barolo del compianto Bartolo Mascarello che tra pochi giorni riposerà nella stessa cantina, ed ho desistito (non vorrei mai che il Bartolo da lassù per l’offesa, mi acetizzi tutte le bottiglie… :-) )