![]() |
![]() |
Avevamo già parlato della nuova campagna dell’Asti DOCG che punta a valorizzare questo vino che negli ultimi anni ha perso un pò di smalto.
E così abbiamo colto al volo l’invito del Consorzio Asti DOCG per provare questo spumante quasi a tutto pasto.
Anche perchè purtroppo il Moscato d’Asti si porta dietro un pò di preconcetti: il vino del compleanno dei bambini, il vino da panettone(e questo è anche corretto), il vino per le donne a cui piace solo il vino dolce, eccetera.
Invece bisogna dire che per certe tipologie di piatti può riservare delle piacevoli sorprese.
Ed è quello che è successo oggi al Trussardi Alla Scala Ristorante dove lo chef Andrea Berton ha abbinato un menù giocato su sapori delicati, ma anche decisi, in abbinamento a cinque Asti DOCG (e un Dolcetto 2006 di rinforzo per il secondo di carne).
L’abbinamento che più ci ha convinto è stato con il pinzimonio di verdure croccanti(ottimo quello con le cipolle) e le alici marinate.
Sul risotto mantecato all’Asti, con polvere di cappero e noce di capasanta, grazie alla mantecatura, i profumi tra pietanza e vino si legavano, ma in bocca il contrasto era abbastanza sensibile.
Ottimo, e non poteva essere diversamente, l’abbinamento con il dolce a base di crema e fragoline.
Sicuramente per Andrea Ghiglione e Ornella Franco del Consorzio sarà una bella sfida, ma per alcune preparazioni particolari siamo convinti che il connubio con l’Asti possa dare ottimi risultati.
P.s.= Tra i vini degustati ci è piaciuto particolarmente il Moscato di Santero(con una piacevolissima acidità e pulizia) e quello di Sant’Orsola(con profumi interessanti che viravano sull’affumicato).





