Monthly Archive for maggio, 2009

E Ca' Del Bosco è finalmente online

Finalmente il nuovo sito di Ca’ Del Bosco vede la luce. Dopo il post di marzo era tanta la curiosità per un sito così lungamente atteso.

Ca' Del Bosco

Ne è valsa la pena aspettare?

A parte l’home page che risulta un pò “povera”, le aree interne, dal punto di vista visuale, sono molto ben curate, con grandi foto ed uno stile che sembra esprimere valori come serietà e sobrietà.
A livello di contenuti è molto esaustivo, sia nella parte azienda, che nella parte vino, dove abbiamo schede tecniche per ogni annata di vino proposto.
La navigazione è semplice ed intuitiva, anche se i menù chiusi ad inizio navigazione non aiutano tantissimo.

Queste le note più positive. Veniamo a quelle negative. Oltre all’impatto emotivo dell’home page (molto basso rispetto al resto del sito), che tende a farla sembrare una start page abbastanza inutile, il sito è costruito con flash e pesanti javascript, provocando una lentezza estrema nello scaricamento delle pagine ed anche un paio di crash del browser (testato su tre PC, con IE6 e Firefox 3).

Il testo dei contenuti è inglobato nel flash (e non se ne capisce il motivo), impedendo una copia veloce(utile per chi il vino lo vende, come enoteche, ristoratori, siti di ecommerce) e l’indicizzazione sui motori di ricerca. (Update: i problemi evidenziati sono stati già risolti)

In conclusione, molta forma, un pò di sostanza, ma il web è molto di più.

E-commerce vino, l'esempio di wine.com

Dopo l’articolo su e-bay proseguiamo nell’analisi dell’e-commerce vinicolo. Difficile quindi non parlare di un sito americano, che è un punto di riferimento su come dovrebbe essere costruito un sito di e-commerce: wine.com.

wine.com

Wine.com nasce nel 1998, ha base a San Francisco e conta quasi un centinaio di dipendenti tra buyer, sviluppatori, logistica e servizio clienti.

Il sito ha un impostazione grafica un pò datata, ma ancora  efficace, ma non mi stupirebbe  se nel corso dell’anno venisse “rinfrescato” un pò.

Vende solo negli Stati Uniti e punta fortemente su tre aree:

- Regali
- Club
- Community

L’area Regali è veramente ricca, fatta per non lasciare nulla al caso. Oltre a poter scegliere i vini da regalare, potete scegliere la confezione, gli accessori da aggiungere, quando deve avvenire la consegna, eccetera.

L’area Club è la possibilità di iscriversi ad un servizio di scelta(da parte di wine.com) e consegna vini fatta su tre tipologie (e costi), con scelta della durata (da 3 mesi in poi). Quello che in Italia viene fatto da anni a livello di libri, con i “club degli editori” e simili.
In pratica pago X dollari al mese e ricevo 2 bottiglie al mese a casa mia(scelte dalla redazione di Wine.com), con schede di dettaglio, possibilità di sconto se acquisto di nuovo quelle bottiglie e così via.
Un servizio per il Cliente, ma soprattutto per wine.com che può contare su numeri certi ed organizzarsi al meglio nell’acquisto e gestione dei vini.

Infine, ma non meno importante, l’area Community, dove ad oggi sono registrati più di 12.000 utenti e più di 10.000 liste vini. Ogni utente può creare la propria lista di vini preferiti, condividerla con gli altri, votare e recensire liberamente ogni vino, organizzare discussioni su vini e tipologie.

Altra cosa che salta subito all’occhio è lo spazio dedicato ai punteggi delle guide, Wine Spectator e Wine & Spirits in primis che vengono utilizzati come lancio editoriale e come vera e propria categoria (i vini con almeno 90 punti).

In conclusione un sito con impostazione molto americana (vedi i voti delle guide visti ancora come bibbie) e dove di un vino si guarda soprattutto alle emozioni e sensazione che provoca (poca attenzione a zone d’origine e storia del produttore).
Veloce e chiaro da navigare, ottimizzato per i motori di ricerca, senza inutili fronzoli.

Le chiavi del suo successo?
Sicuramente un cospicuo investimento iniziale ed un giro di fatturato che permette di mantenere una struttura di diverse persone dedicate, ma anche un attenzione da subito alla community, che ha permesso di creare una vera comunità di appassionati che interagiscono tra loro, facendo vivere il sito anche in maniera autonoma.
Sicuramente difficile che un sito simile venga aperto in  Italia, ma finchè non si prova….

Fontanafredda. Grande comunicazione al Vinitaly ma online?

Si è fatto un gran parlare al Vinitaly di Fontanafredda, storico produttore piemontese, che ha cambiato proprietà da poco meno di un anno. Merito anche di un nuovo stand e di un’attenta comunicazione sulle nuove etichette e bottiglie e sulle nuove iniziative come la “Riserva bionaturale” o il ristorante di Cesare Giaccone interno alla cantina.

Stand Fontanafredda Vinitaly 2009

Viene quindi naturale andare a godersi il sito web per trovare maggiori informazioni su queste iniziative.

Il sito web purtroppo sembra ancora quello vecchio. Si apre con un’inutile e dannosa “jump page“. Se si ha un blocca pop-up il risultato è il seguente:

Grazie per averci visitato?

Disattiviamo il blocco pop-up ed entriamo nel sito.

Sito web Fontanafredda

Il benvenuto non è dei più rosei, o meglio lo sarebbe se l’immagine “LA ROSA Card 2008″ non desse l’impressione di essere un oggetto lasciato lì dal 2008. Anche la prima immagine di sfondo non da una buona impressione, visto che è di pessima qualità. Meglio le successive.

Il sito, giusto per farsi ancora più male, è completamente in tecnologia Flash. Questa modalità, lo ripetiamo ancora una volta, azzera la possibilità di trovare il prodotto con una ricerca (per es. provate con Barolo Riserva Fontanafredda).
Nonostante questo è comunque facilmente navigabile, grazie ad un menù veloce e con buon contrasto cromatico.

I contenuti sono ben organizzati e le schede vini, a parte la mancanza dell’annata, sono abbastanza complete (a parte avere l’immagine ancora delle vecchie etichette). Buon numero di foto anche se l’impostazione del sito di alcuni anni fa non rende merito alle stesse.

L’aggiornamento è veramente uno dei punti dolenti. Solo una news sul passaggio di proprietà del giugno 2008 e poi più niente. Nessuna informazione sul Vinitaly 2009, sulla ”Riserva Bionaturale” o sul Ristorante di Cesare Giaccone e così via.
Rimangono attivi link a iniziative che sono state evidentemente abbandonate come Oinos, mentre non capiamo perchè creare un sito staccato per Tenimenti Fontanafredda, quando poi si riciclano quasi tutti i contenuti del sito madre…

In conclusione, il lavoro della nuova proprietà deve ancora giungere sul web, ma forse sarebbe il caso di accellerare :-)