Rossi&Bianchi, in collaborazione con il Master MiMec dell’Università Bocconi di Milano, ha sottoposto a 220 aziende vinicole un questionario per valutare l’entità e l’efficacia delle azioni di marketing e comunicazione nel settore vitivinicolo e come l’uso degli strumenti di marketing si sia evoluto negli ultimi anni.
Circa 70 aziende hanno risposto al questionario (e già questo dovrebbe dare uno stato di come viene percepito il “marketing”). Lo scopo era verificare le attività di marketing e comunicazione verso tre target: il canale di vendita, la stampa, i consumatori.
Per il report completo della ricerca potete contattare Rossi&Bianchi, mentre noi ci siamo concentrati sui punti riguardanti la presenza online delle aziende vinicole.
Nell’immagine a lato è possibile vedere i servizi principali del sito internet delle aziende vinicole che hanno risposto. A tal proposito è vero che il numero è esiguo e quindi non ha valore scientifico, ma è comunque un buon indicatore. Quasi tutti i siti hanno 3 componenti fondamentali:
- Storia azienda/Chi siamo
- Schede dei vini
- Indirizzo e contatto email
A seguire sopra il 50%:
- Invio richieste
- Download immagini o pdf
che potrebbero rientrare tra i servizi rivolti sia al consumatore, sia al giornalista o operatore.
Al di sotto del 50%, ma sopra al 30% due utili servizi:
- modalità di prenotazione di visita in azienda e degustazioni
- iscrizione alla newsletter
Infine sotto al 20%:
- Acquisto online
- Possibilità di commentare i contenuti
- Area riservata agli iscritti al Wine Club aziendale
Se l’acquisto online non sembra malaccio, 1 su 5, è vero anche che chi ha risposto al questionario è probabilmente un’azienda più vocata alla comunicazione ed attenta all’online, quindi la situazione reale è sicuramente peggiore.
Molto bassa la possibilità di commentare i propri contenuti, come se nel resto di internet i consumatori non possano parlare bene o male dei prodotti delle aziende…
Fai da te o agenzia?

Se guardiamo ai dati sul ricorso ad un agenzia esterna, vediamo che solo il 31% si rivolge all’esterno e forse questo spiega i dati di cui sopra.
In definitiva una visione a chiaro/scuro che ancora una volta dimostra come solo poche realtà vinicole si stanno muovendo nella direzione di sfruttare tutto quello che internet può dare, mentre il grosso rimane indietro.
La crisi probabilmente porterà alcune di queste aziende a fare ancora meno, mentre altre si accorgeranno che oggi ha ancora più senso fare di più.
