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Quando l’enoteca entra in libreria

Vin a bar - Foto da Sorgente del Vino
Vin a bar – Foto da Sorgente del Vino

Parlare di vino online ogni tanto ha bisogno di una pausa. E così è bello prendersi un’aperitivo e provare una nuova enoteca di Milano.

Non la solita enoteca, ma una nuova, in molti sensi.

Primo, perchè è all’interno di una libreria, ma con accesso diretto dalla strada.
Secondo, perchè offre in degustazione solo vini naturali
Terzo, perchè è piccolissima ed il contatto e la relazione con l’”oste” è automatica e naturale.

Parliamo di “bar à vin Sarfati – Vini Naturali” gestito da Stefano Sarfati ed inserito nella storica Libreria Utopia di Milano.

Aperta da pochissimo, si contraddistingue oltre che per la scelta di vini naturali (ieri sera assaggiato il Grignolino di Cascina ‘tavijn, il Lambrusco di Camillo Donati ed il Gamay di Domaine des Vignes du Maynes ) selezionati direttamente da Stefano, anche per i prezzi non da Milano Centro (calici a partire da 3,5 Euro) e per la disponibilità di Stefano a spiegare caratteristiche dei vini e dei produttori.

Una bella iniziativa, che potrà essere utile a far comprendere al meglio cosa sono i vini naturali e le filosofie che ci stanno dietro

Arriva la Social Media Week. Il vino? Taste & Share

Dal 20 al 24 settembre 2010 a Milano, avrà luogo l’edizione 2010 del Social Media Week.

Attraverso l’incontro ed il dibattito con alcuni dei migliori esperti italiani e mondiali  si cercherà di comunicare tutte le potenzialità espresse ed inespresse dei social media come Facebook, Flickr, FourSquare, You Tube,  Linkedin ed altri.
Non solo Milano però, l’evento si svolgerà in contemporanea a Los Angeles,  Buenos Aires, Città del Messico e Bogotà.

Alcuni degli speaker:
- Naveen Selvadurai (fondatore di FourSquare)
- Rand Fishkin (CEO di SEOmoz)
- Dina Kaplan (cofondatrice di Blip.tv)
- Paolo Ainio (Banzai)
- Andrea Santagata (Liquida)
- Marco Montemagno (Blogosfere),
- Marco Antonio Masieri (Augmendy)
- Paolo Barberis (Dada)
- Luca Conti (Pandemia)
- Riccardo Luna (Wired Italia)
e tanti altri.
Ed in più è possibile proporsi anche come speaker.
Il vino sarà protagonista con un evento ad hoc “Taste & Share“, dove  durante la degustazione dei vini si discuterà di social media, comunicazione innovativa e tecnologia.

+ 16% e-commerce in Italia

I dati sono stati presi da un articolo di La Repubblica del 21 Agosto 2010, ma purtroppo non indicano la fonte.

Se veritieri però, segnalano un incremento notevole, soprattutto in un periodo di crisi come questo.

Dopo la battuta di arresto del 2009, le previsioni per il 2010 vedono un incremento del 16% sul 2009 e del 13% rispetto al 2008.

Il settore che più ci interessa, l’alimentare e prodotti per la casa, cresce del 17%.

Ma un dato molto interessante è quello dell’abbigliamento, con il 51% di incremento. Il più alto di tutti.

Perché interessante?
Perchè negli ultimi 2 anni si è assistito in questo settore online al consolidamento di alcuni grossi player ed alla nascita di modalità alternative di vendita online.
Mi riferisco a yoox.com, vera corazzata della vendita online di abbigliamento  e alle vendite cosiddette private (dall’italianissimo saldiprivati.it al colosso  vente-privee).

E pensare che anni fa, quando la vendita di abbigliamento online latitava, le motivazioni erano quasi le stesse che ancora oggi si fanno alla vendita online di vino.
Esperienza virtuale non all’altezza della reale (toccare un tessuto, provare un vestito online non è tanto diverso da vedere una bottiglia dal vivo o poterla degustare prima dell’acquisto) e problemi con la taglia, quindi con i resi (non molto diverso dall’ordine minimo nel mondo del vino).

Nonostante questo, si è assistito ad un vero e proprio boom di questo settore.

Nel vino potrebbe succedere la stessa cosa? Ne parleremo.

La Montina rinnova il sito

La MontinaPoco prima delle vacanze estive è andato online il sito rinnovato di La Montina, azienda franciacortina tra le più conosciute.

Lo stile visuale ricalca fortemente il design voluto per le etichette, rinnovate nell’ultimo anno, e che puntano ad elementi forti come la dominanza del nero ed un lettering identificativo. 

Il sito rinuncia alle facili e molto spesso inutili animazioni, per uno stile sobrio, ma molto attento alla visione dello stesso su differenti browser e per l’indicizzazione sui motori di ricerca.

Originale la barra di navigazione in basso, così come il posizionamento del logo in basso invece che in alto a sinistra, anche se personalmente preferisco uno posizione più “classica”.

La navigazione è facile ed intuitiva, così come è comodo il modulo per prenotare la visita in cantina.

Qualche inezia, come la mancanza di una cartina per indicare la posizione sui sistemi di mappe o l’uso di foto molto belle, ma forse un pò “fredde”, dove le persone si intravedono, ma non chiaramente.

Attivato anche il blog (eviterei però l’apertura di una nuova finestra, visto anche che manca il link alla home page del sito), per ora in stato embrionale

Lo spazio su Facebook è molto attivo è interessante, con circa 800 iscritti.

In definitiva un sito ben fatto e curato, ma come in altri casi, forse più orientato a proporsi come vetrina che come mezzo per creare una relazione con il cliente o l’appassionato. Cosa che invece avviene fortemente su Facebook, ma non è detto che ciò sia sempre un vantaggio. Ne parleremo nelle prossime settimane.

Barole Ricasoli online con il nuovo sito

Barone RicasoliNuovo sito per Barone Ricasoli, storica azienda del Chianti Classico.

Il nuovo stile è decisamente meno “pesante” del precedente. Si punta all’eleganza e a costruire una relazione più forte con il territorio.

Il Castello di Brolio è sempre in primo piano, ad evidenziare il legame di cui sopra.

L’home page abbandona tecnologia flash e pop-up e si propone in modo visuale, ma con una chiara percezione della navigazione del sito. Certo qualche contenuto in primo piano non sarebbe stato male, ma è comunque un valido approccio.

La navigazione nelle sotto aree utilizza le funzionalità di “mouse-over” per arricchire dal punto di vista emotivo e visuale la navigazione dell’ospite.

Le sezioni di contenuto sono arricchite da grandi foto, che penalizzano la lettura, con una dimensione dei testi forse eccessiva, che obbliga a scrollare la pagina in modo continuativo.

Ci piace la scheda vino: chiara, immediata, con una semplicità che comunque mette la bottiglia in primo piano senza inutili ed ulteriori effetti grafici.Scheda Vino

Uno degli elementi però più interessanti del sito Ricasoli è la sezione Wine Club, che prevede addirittura due profili di iscrizione: Club Amici Ricasoli (gratuita) e Club 1141 (a pagamento).

Dietro questa formula si nasconde la possibilità di acquistare online i loro vini, oltre ad altre agevolazioni che coinvolgono l’ospitalità dell’azienda stessa e la possibilità di acquistare prodotti non facilmente in commercio.

Una formula che probabilmente cerca di trovare la via di mezzo tra vendita diretta e salvaguardia dei rapporti con enoteche e distributori, creando comunque una relazione diretta con i consumatori finali.

In definitiva un sito che ci piace, anche se manca forse di un pò di “anima”…

DesignWine.com: quando la creatività aiuta a vendere online

DesignWine.itSappiamo bene che in Italia l’e-commerce è quello che è, ovvero tantissimi negozi minori e pochi grossi. Se poi analizziamo il mondo del vino la situazione forse è ancora peggiore.

Tante le ragioni (e prima o poi ci dedicheremo almeno un post). Tra queste c’è sicuramente il fatto che vendere vino non è facile. Non lo è in enoteca con una bella bottiglia in mano, figuriamoci online quando solo i pixel possono cercare di comunicare il fascino e la bontà di un vino.

In molti cercano di vendere online vino, con siti che la maggior parte delle volte colpiscono più per la loro bruttezza che per i contenuti.

Certo se hai buoni prezzi, una bella selezione e un ottimo servizio clienti, puoi anche permetterti un sito brutto… ma il vino è emozione, convivialità, richiamo ad un territorio, ad un contesto.
Anche online devi cercare di creare la “giusta atmosfera”.

Molto difficile farlo quando devi vendere.

Ma un caso che ci piace c’è. E’ DesignWine, pubblicato da qualche mese (non a caso durante il periodo del Salone del Mobile) che cerca di coniugare design (già dal nome) e vendita del vino.
Certo il nome non è dei più originali, ma l’attenzione al layout grafico è sicuramente uno degli elementi distintivi.

Così come cercare di costruire una relazione ed una comunicazione basata sulla piacevolezza e l’emozione del vino.

Foto di forte impatto, font curati, così come il copy. Certo non un sito “leggerissimo”, ma comunque facile da navigare, grazie ad un menù di navigazione ben contrastato e con gli elementi di servizio(Chi siamo, Registrati, Carrello) posizionati dove ci si aspetterebbe di trovarli (e per un sito di ecommerce non è un elemento da sottovalutare).

Le Selezioni la fanno da padrone (Bianchi di montagna, Bollicine di primavera, ecc.), ed anche questa è una modalità che cerca di aiutare il Cliente a scegliere al meglio, magari secondo quello che aveva in mente o con proposte totalmente inedite. In più in questo modo si cerca di risolvere l’annoso problema del numero minimo di acquisto.
Altra modalità di navigazione è quella del “regalo” o i filtri per fascia di prezzo e scelta guidata.

Il numero dei vini non è certo elevato (sulle 100 etichette), la consegna è prevista solitamente in 48 ore.
Non sono previsti costi di spedizione e come già accennato l’acquisto minimo è di 6 bottiglie.

I  prezzi non sono certo convenienti, ma ci sono produttori di nicchia, difficilmente recuperabili ed è anche corretto pagare il lavoro di ricerca e di selezione.

In definitiva un sito che ci piace, che ci da l’idea che il vino prima di tutto piaccia a chi lo vende e che si percepisce nello stesso sito. Peccato che nella sezione Chi siamo manchino i nomi e i volti delle persone che ci sono dietro, che per un sito di ecommerce è sempre un punto a favore.

Ricerca “Il marketing delle aziende vinicole”

Rossi&Bianchi, in collaborazione con il Master MiMec dell’Università Bocconi di Milano, ha sottoposto a 220 aziende vinicole un questionario per valutare l’entità e l’efficacia delle azioni di marketing e comunicazione nel settore vitivinicolo e come l’uso degli strumenti di marketing si sia evoluto negli ultimi anni.

Circa 70 aziende hanno risposto al questionario (e già questo dovrebbe dare uno stato di come viene percepito il “marketing”). Lo scopo era verificare le attività di marketing e comunicazione verso tre target: il canale di vendita, la stampa, i consumatori.

Per il report completo della ricerca potete contattare Rossi&Bianchi, mentre noi ci siamo concentrati sui punti riguardanti la presenza online delle aziende vinicole.

Nell’immagine a lato è possibile vedere i servizi principali del sito internet delle aziende vinicole che hanno risposto. A tal proposito è vero che il numero è esiguo e quindi non ha valore scientifico, ma è comunque un buon indicatore. Quasi tutti i siti hanno 3 componenti fondamentali:
- Storia azienda/Chi siamo
- Schede dei vini
- Indirizzo e contatto email
A seguire sopra il 50%:
- Invio richieste
- Download immagini o pdf
che potrebbero rientrare tra i servizi rivolti sia al consumatore, sia al giornalista o operatore.

Al di sotto del 50%, ma sopra al 30% due utili servizi:
- modalità di prenotazione di visita in azienda e degustazioni
- iscrizione alla newsletter

Infine sotto al 20%:
- Acquisto online
- Possibilità di commentare i contenuti
- Area riservata agli iscritti al Wine Club aziendale

Se l’acquisto online non sembra malaccio, 1 su 5, è vero anche che chi ha risposto al questionario è probabilmente un’azienda più vocata alla comunicazione ed attenta all’online, quindi la situazione reale è sicuramente peggiore.

Molto bassa la possibilità di commentare i propri contenuti, come se nel resto di internet i consumatori non possano parlare bene o male dei prodotti delle aziende…

Fai da te o agenzia?


Se guardiamo ai dati sul ricorso ad un agenzia esterna, vediamo che solo il 31% si rivolge all’esterno e forse questo spiega i dati di cui sopra.

In definitiva una visione a chiaro/scuro che ancora una volta dimostra come solo poche realtà vinicole si stanno muovendo nella direzione di sfruttare tutto quello che internet può dare, mentre il grosso rimane indietro.
La crisi probabilmente porterà alcune di queste aziende a fare ancora meno, mentre altre si accorgeranno che oggi ha ancora più senso fare di più.

Ancora Social Network food&wine, se ne parla a Perugia

Sabato 24 Aprile 2010, durante l’International Journalism Festival di Perugia, media140 food&wine altro interessante evento dedicato ai social network all’interno del mondo del cibo e vino italiano.
Interverranno blogger, produttori ed esperti per cercare di spiegare vantaggi/svantaggi nell’utilizzo dei social network e di come questo stia cambiando il modo di lavorare e di comunicare delle aziende.

Quindi se siete dalle parti di Perugia, approfittatene. Se non ci potete essere, no problem, la diretta via web è assicurata.

Vinitaly 2010, vini da non dimenticare

AR.PE.PE.Come anticipato nel post precedente , il tempo per degustare è stato proprio poco, ma da alcuni amici non si poteva assolutamente mancare. E così quando i buoni amici sono anche ottimi produttori, difficile bere male, anzi.

Cominciamo da Ar.pe.pe e da un poker notevolissimo come il Grumello 2004 Rocca de Piro, il Sassella Rocce Rosse 1997, il Grumello Buon Consiglio 1999  ed il Pettirosso 1999

Altro amico, Bonotto delle Tezze, che oltre a rinnovare le etichette ed in attesa del nuovo Raboso Superiore Malanotte e del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene DOCG (alla faccia del nome corto), ci ha proposto un’ottimo Barabane 2007 a base Carmenere ed il Raboso Passito, ogni anno sempre più uno dei miei passiti rossi preferiti.Bonotto delle Tezze - Raboso Passito

Da Susanna Crociani, non si poteva non passare. Notevolissimo il Nobile di Montepulciano Riserva 2006, ottimo il Segreto di Giorgio 2008 e un commovente Vin Santo 2001.

 

Brunello di Montalcino Podere San LorenzoSempre toscana, con Luciano Ciolfi di Podere San Lorenzo. Ma prima due parole. A maggio 2006 mi scrisse via email Luciano, che non conoscevo, chiedendomi se avevo tempo di assaggiare i suoi vini che sarebbe stati presenti al Consorzio del Brunello alla prima edizione del MiWine. Incuriosito andai a provarli, e mi ricordo che nonostante una certa acerbità, si sentiva che sotto c’era attenzione e una gran materia prima. Andai a conoscere Luciano in azienda nel 2007 e l’impressione iniziale di vini fatti con carattere fu decisamente confermata.
E’ quindi con grande soddisfazione che il Brunello di Montalcino 2005 sia veramente un gran bel vino, come il 2004 (che forse però sarà più longevo).

Ippolito1845 - 160 anniAncora amici, con i vini calabresi di Ippolito1845,  che ci hanno fatto degustare un vino veramente notevole: il 160 ANNI, nato dall’appassimento del Gaglioppo. Se vi aspettate un vino simil-amarone, siete fuori strada. Certo è un vino deciso e potente, ma con un’eleganza ed una longevità che vi stupirà. Assolutamente da provare.

Dal Sud al Nord, per arrivare a Barbaresco da Rizzi, con due splendidi cru: il Barbaresco Boito 2006 ed il Barbaresco Pajoré 2006.

Finito il giro degli amici, due segnalazioni:

Fiano di Avellino Guido Marsellagli splendidi Fiano di Avellino 2007 e 2008 di Guido Marsella, esempio di come il Fiano può dare grandissimi vini.

E come un “vecchio” marchio puntando sulla qualità puo cominciare a fare vini piacevoli e per nulla banali, mi riferisco all’Alta Langa DOC 2007 Cuvée 36 di GanciaAlta Langa DOC 2007 Cuvée 36 di Gancia

 

 

 

 

 

Vinitaly 2010, foto ed incontri

Vinitaly 2010 da poco concluso. Prima qualche foto e poi qualche pensiero

Quest’anno sono stato venerdì, sabato e domenica. Alta l’affluenza al venerdì (simile allo scorso anno), sabato e domenica mi è sembrata più fiacca, ma aspettiamo i dati del Vinitaly per una conferma.

Collaborato anche quest’anno con Berlucchi con foto, interventi su Facebook e Twitter. Interessanti i due convegni a cui sono riuscito a partecipare, quello sui vinini, organizzato insieme a Santa Margherita (che è stata una, se non la più attiva, ad usare Twitter per questa edizione) e quello su Vino, Web e Social Network (#vwsn) di cui avremo modo di parlare su parecchi blog.
Tweetyourwines è stato un bel successo, con tante scatole Cromobox in bella vista (vedi anche foto sopra) e consumatori curiosi di conoscere dal vivo i produttori precedentemente conosciuti solo virtualmente tramite twitter.

In definitiva un’edizione più internettare delle altre, ma che ancora deve trovare la sua normalità online invece di essere considerata un’eccezione.