Viniamo.it, l'enoteca online con lo scaffale

Altra enoteca online, questa volta italiana e con pochi mesi di vita alle spalle, ma interessante per l’approccio utilizzato. Parliamo di Viniamo

Viniamo.it

Viniamo.it

Si definisce “The magic wine shop“, ma nei preferiti l’ho salvata come “Enoteca con scaffale“, perchè la caratteristica principale è la modalità di proporsi al Cliente, lontano dal classico sito di e-commerce, privilegiando una user experience più simile a quella reale, quindi con le bottiglie esposte come se fossero appoggiate agli scaffali dell’enoteca vicino a casa.

L’effetto visivo è sicuramente piacevole e di impatto, ma se vogliamo ricercare in modalità classica è disponibile un menù di ricerca che mi permette di filtrare i vini verso quelli di mio interesse.

Se invece ho cinque minuti da spendere posso divertirmi ad ingrandire le bottiglie che più mi colpiscono e magari scoprire e comprare un vino che non avevo in mente.

Il layout grafico è molto curato, ma essendo molto concentrato nel mostrarmi le bottiglie, rischia di non farmi notare altri strumenti molto utili. Nella sezione “Possiamo aiutarti” troviamo, non i suggerimenti sulle modalità tecniche di acquisto (il carrello, pagamenti, consegne) ma utili strumenti per individuare il giusto vino: dagli abbinamenti, al consiglio personalizzato fino alla possibilità di selezionare alcuni parametri ed individuare il vino che ci piace.

Non manca il blog con utili consigli sui vini presenti a catalogo, ma non solo.

Difetti? L’approccio originale e la visualizzazione delle schede vino in sovraimpressione, possono disorientare qualcuno e non rendere possibile operazioni a cui siamo abituati (il classico bookmark per esempio), ma in un mondo italiano dove le enoteche online si assomigliano tutte, differenziarsi può essere una scelta vincente.

Jacques' Wein-Depot. Unire off-line e on-line.

Continuiamo a vedere casi interessanti di e-commerce. Questa volta tocca a Jacques’ Wein-Depot, catena tedesca di enoteche con un’ottima presenza online.

jacques

Ovviamente il fatto di essere un’emanazione di una catena fisica ha degli indubbi vantaggi nell’organizzazione della presenza online. Ma non è cosa da dare per scontata.

Il target è orientato non solo a chi è già cliente delle enoteche fisiche, ma anche a chi non ci è mai entrato e cerca un sito di e-commerce ben organizzato, con molte offerte e soprattutto un’ottima gestione editoriale.
In una settimana l’home page è cambiata 3 volte con lanci editoriali molto diversi tra loro ma comunque interessanti.

Stessa cura si nota nei contenuti relativi ad una scheda vino. Foto ben definite, informazioni di dettaglio e cartine della zona di provenienza del vino.

In definitiva un buon sito di e-commerce, molto orientato alla vendita massiva, ma con un’attenzione particolare ad informare il Cliente per invogliarlo all’acquisto, magari di un vino che non  pensava proprio di comprare.

Perché compriamo o non compriamo via web?

Smau 2009

Smau 2009

Interessante workshop formativo a Smau 2009, Mercoledì 21 ottobre 2009, dal titolo “Perché compriamo o non compriamo via web? Gli elementi maggiormente impattanti sulla propensione all’acquisto online

L’Università degli Studi di Brescia con la collaborazione di  AICEL (Associazione italiana del commercio elettronico) sta sviluppando un modello statistico per l’individuazione delle variabili rilevanti nel processo decisionale di acquisto online. I risultati della ricerca verranno mostrati durante il workshop.

Una buona occasione per capirci qualcosa di più.

Variazioni in rosso by Ornellaia

variaz Da questa mattina è possibile acquistare il nuovo vino di Tenuta dell’Ornellaia.
L’ordine minimo è di 3 bottiglie+10 euro di spedizione, si parte quindi da 115 Euro.
Difficile dire se li vale, visto che è un’anteprima. Diciamo che in questo caso si va sulla fiducia se si conoscono già i vini dell’Ornellaia o si crede nel “brand”.

Per acquistare è necessario effettuare una registrazione, semplice e chiara, ma con la necessità di reinserire l’indirizzo di spedizione (inserire l’opzione “copia dati di fatturazione” agevolerebbe). Il pagamento è tramite la piattaforma PayPal, quindi sia per gli utenti che hanno un account, sia per quello che non l’hanno che possono usufruire del pagamento diretto con carta di credito.

Sicuramente un iniziativa interessante, non solo dal lato commerciale, ma anche dal lato comunicativo. Sarà ancora più interessante sapere tra qualche mese come l’azienda considererà l’iniziativa.

Noi il nostro piccolo contributo allo sviluppo dell’ecommerce l’abbiamo dato. Adesso tocca agli appassionati comprare e alle aziende vendere.

A titolo di curiosità la nostra email di conferma ordine porta il n. 00586, chissà se sono partiti da 0 e quante sono state le email di prova :-)

Ovviamente pubblicheremo la recensione del vino appena ci arriva.

Ornellaia vende online.

Sperate di poter acquistare direttamente dal produttore il mitico taglio bordolese? Per ora dovrete aspettare, ma dal 1 Ottobre 2009 sarà possibile acquistare online un nuovo vino di Tenuta dell’Ornellaia.

Si tratta di “Variazioni in rosso“, disponibile in vendita con l’annata 2007. 

Variazioni in rosso

Per l’iniziativa è stato dedicato un sito ed una url specifica.

Accedendo al sito non si viene certo subissati di informazioni, ma oltre ad iscriversi alla newsletter, se si ha un pò di pazienza, è possibile vedere il video con cui Leonardo Raspini (Direttore Generale) e Alex Heinz (enologo) descrivono la filosofia cha ha portato alla nascita del vino.

Così scopriamo che Variazioni in rosso 2007 sarà principalmente costituito da Merlot, ma ogni annata potrebbe cambiare composizione, proprio per rappresentare al meglio l’andamento della stessa.

Iniziativa interessante, perchè propone la vendita diretta online(per ora solo in Italia) da parte di uno dei più blasonati produttori di vino italiano. Una scelta non facile, ma inevitabile. Ne aveva parlato anche  Aristide visitando l’azienda a Febbraio 2009.

Aspettiamo il 1 ottobre per scoprire prezzi e modalità di acquisto.

E-commerce vino, l'esempio di wine.com

Dopo l’articolo su e-bay proseguiamo nell’analisi dell’e-commerce vinicolo. Difficile quindi non parlare di un sito americano, che è un punto di riferimento su come dovrebbe essere costruito un sito di e-commerce: wine.com.

wine.com

Wine.com nasce nel 1998, ha base a San Francisco e conta quasi un centinaio di dipendenti tra buyer, sviluppatori, logistica e servizio clienti.

Il sito ha un impostazione grafica un pò datata, ma ancora  efficace, ma non mi stupirebbe  se nel corso dell’anno venisse “rinfrescato” un pò.

Vende solo negli Stati Uniti e punta fortemente su tre aree:

- Regali
- Club
- Community

L’area Regali è veramente ricca, fatta per non lasciare nulla al caso. Oltre a poter scegliere i vini da regalare, potete scegliere la confezione, gli accessori da aggiungere, quando deve avvenire la consegna, eccetera.

L’area Club è la possibilità di iscriversi ad un servizio di scelta(da parte di wine.com) e consegna vini fatta su tre tipologie (e costi), con scelta della durata (da 3 mesi in poi). Quello che in Italia viene fatto da anni a livello di libri, con i “club degli editori” e simili.
In pratica pago X dollari al mese e ricevo 2 bottiglie al mese a casa mia(scelte dalla redazione di Wine.com), con schede di dettaglio, possibilità di sconto se acquisto di nuovo quelle bottiglie e così via.
Un servizio per il Cliente, ma soprattutto per wine.com che può contare su numeri certi ed organizzarsi al meglio nell’acquisto e gestione dei vini.

Infine, ma non meno importante, l’area Community, dove ad oggi sono registrati più di 12.000 utenti e più di 10.000 liste vini. Ogni utente può creare la propria lista di vini preferiti, condividerla con gli altri, votare e recensire liberamente ogni vino, organizzare discussioni su vini e tipologie.

Altra cosa che salta subito all’occhio è lo spazio dedicato ai punteggi delle guide, Wine Spectator e Wine & Spirits in primis che vengono utilizzati come lancio editoriale e come vera e propria categoria (i vini con almeno 90 punti).

In conclusione un sito con impostazione molto americana (vedi i voti delle guide visti ancora come bibbie) e dove di un vino si guarda soprattutto alle emozioni e sensazione che provoca (poca attenzione a zone d’origine e storia del produttore).
Veloce e chiaro da navigare, ottimizzato per i motori di ricerca, senza inutili fronzoli.

Le chiavi del suo successo?
Sicuramente un cospicuo investimento iniziale ed un giro di fatturato che permette di mantenere una struttura di diverse persone dedicate, ma anche un attenzione da subito alla community, che ha permesso di creare una vera comunità di appassionati che interagiscono tra loro, facendo vivere il sito anche in maniera autonoma.
Sicuramente difficile che un sito simile venga aperto in  Italia, ma finchè non si prova….

Acquistare vino online: il caso e-bay

Esistono diversi modi di acquistare vino.
Se ci limitiamo ad internet potremmo individuare le seguenti categorie:

-  direttamente dal produttore (via email o tramite e-shop)
-  enoteca online
-  “marketplace”
-  social network (forum, newsgroup, ecc.)
-  tramite aste online

ebayNell’ultimo caso, parliamo principalmente di e-bay sezione vini .

Non troppo tempo fa era uscita una statistica sulla vendita di vini su ebay che parlava di circa una bottiglia venduta ogni 3 minuti.

Se oggi visitiamo la sezione possiamo trovare di tutto, dall’assortimento completo di Romanée Conti a 12.000 Euro fino alle 6 bottiglie di Prosecco con base d’asta a 5 euro.

Su ebay l’asta è solo uno dei modi per vendere o acquistare vino. Moltissimi prodotti vengono venduti con la formula “Compra Subito” che permette di tagliare i tempi dell’asta ed acquistare direttamente a un prezzo specificato.

Non solo i privati sono presenti come compratori o venditori, ma molto spesso si tratta di enoteche vere e proprie o agenti che sfruttano il gran numero di visitatori di ebay per poter vendere i propri prodotti.

D’altronde le commissioni che chiede ebay per la vendita possono considerarsi non troppo elevate, quindi la barriera d’ingresso è molto bassa.

Questo ovviamente può andare a scapito della serietà dei venditori, ma i sistemi di feedback di ebay, sono sostanzialmente riconosciuti come validi strumenti per capire l’affidabilità di un compratore e soprattutto di un venditore.

Certo nel caso del vini e di altri prodotti deperibili, non vedere il prodotto prima dell’acquisto, espone a dei rischi.
Ed è per questo che abbiamo intervistato Alessio, trentenne sviluppatore informatico con la passione per il vino e che compra regolarmente su ebay.

Perche’ internet per acquistare vino e non l’enoteca o il supermercato?
Ci tengo a precisare che l’acquisto di vino su internet non preclude l’acquisto in enoteca o al supermercato, ma il grosso vantaggio di internet è oltre al prezzo, la possibilità di poter confrontare in modo molto rapido i prezzi e cogliere le giuste occasioni. Questo al supermercato o in enoteca non è possibile…
Sai magari ti sembra che il prezzo sia buono, ma poi invece se cerchi ti accorgi che non è così conveniente…
Naturalmente enoteca e supermercati ti permettono di avere anche dei consigli, ma se un acquirente sa cosa sta comprando il vantaggio è indubbio.

Perche’ e-bay?
Perchè rispetto ad altri siti di vendita online permette una vasta scelta e quasi tutte le enoteche che hanno un sito online vendono anche su ebay… e poi non sono a conoscenza di altri siti di aste con queste caratteristiche…

I pregi e difetti di ebay
Lato economico il risparmio c’è, soprattutto per acquisti di vini dal costo medio – alto (dai 20-25 euro in su…). Su quelli più economici il risparmio è notevolmente inferiore. Inoltre la “calma” e la possibilità di fare valutazioni e confronti sfruttando internet ti permette di verificare se il prezzo è veramente conveniente oppure no.
Lato personale il difetto maggiore è che manca la relazione che puoi avere in enoteca con l’enotecario, i suoi consigli o la possibilità di assaggiare qualcosa a cui non stavi pensando. Ma è anche vero che non hai la pressione che un’enoteca ti può fare( quando ti stanno “con  il fiato sul collo”)…
Lato assortimento, se è vero che i grandi nomi abbondano, difficilmente si trovano vini delle regioni più piccole o vini meno famosi. Insomma tanti vini ma di pochi produttori. Soprattuto rispetto all’enoteca dove hai una scelta molto più ampia e puoi trovare anche le ”chicche” di piccoli produttori.

A quante aste hai partecipato e quante te ne sei aggiudicate?
Non saprei, ma siamo nell’ordine delle centinaia…. aggiudicate diciamo una sessantina…

Importo medio dell’asta?
Tra i 50 ed i 100 euro per 6 bottiglie.

L’asta che ti sei aggiudicata che reputi la migliore e quella che ti e’ sfuggita per un pelo?
Conteisa 2004 di Gaja la migliore per nome e prezzo strappato. Quelle sfuggite tante… ma complessivamente è più la soddisfazione per quelle aggiudicate, che la delusione per quelle perse di un soffio…
La cosa bella è che c’è sempre l’opportunità di rifarsi immediatamente con altre aste :-) )

Quali consigli daresti ad un novizio?
Non strafare e non farsi prendere la mano dal “sistema” asta. Bisogna stabilire un prezzo e puntare su quello… Magari partendo da vini non “esclusivi”, ma da buoni vini a buoni prezzi… ed in ogni caso bisogna avere la conoscenza di quello che si sta acquistando, confrontare ed essere abbastanza certo della reputazione del venditore e della conservazione della bottiglia (ben vengano le foto ad alte risoluzioni, mentre diffido di offerte senza foto o con foto prese dal sito dell’azienda).

Se l’asta fosse organizzata direttamente da una cantina, parteciperesti piu’ volentieri? E cosa penseresti di quella cantina?
Che sia organizzata da un produttore o da un’enoteca non fa differenza.. l’importante è il vino.
In ogni caso ci sono già parecchi produttori che vendono e organizzano direttamente aste. Alcune di queste me le sono aggiudicate e con uno di questi addirittura siamo diventati amici e spesso vado a trovarlo nella sua cantina!

E-commerce ed una petizione per il Vino

Dopo più di un mese di assenza, riprendo con il blog.
Purtroppo il mio ultimo progetto è stato più difficile del parto di mia figlia ;-)

Ma non potevo mancare di riprendere il mini-sondaggio fatto su Aristide dal titolo “Electronic Wine e su cui Jacopo è già intervenuto.

In particolare le domande sul commercio elettronico dei vini hanno evidenziato che per almeno la metà degli intervistati uno dei problemi maggiori è la scarsa informazione sul prodotto.

Che da un certo punto di vista è un paradosso.

Ma come, su internet, la patria dell’hyperlink, chi vende un prodotto non riesce a descriverlo decentemente?

In effetti se già le aziende fanno fatica con i propri vini, figuriamoci i negozi online.

Chi compra online deve superare già delle diffidenze, se in più gli forniamo poche informazioni, non lo invogliamo di certo.

Ma io cosa vorrei trovare quando acquisto un vino?

  • Nome Vino
  • Nome Produttore
  • Comune dell’azienda vinicola
  • Denominazione di appartenenza
  • Annata
  • Composizione varietale di quell’annata
  • Prezzo (comprensivo di IVA)
  • Descrizione del vino, non come la sua retroetichetta, ma indicazioni sul suo vigneto, la sua storia, aneddoti, eccetera
  • Modalità di produzione (a basso impatto, biologico, biodinamico, eccetera)
  • Tappo in sughero o sintetico
  • Link al sito del Produttore
  • Recensioni di chi lo ha già comprato
  • Durata della bottiglia se conservata in modo ottimale
  • Link a siti in cui il vino è stato recensito

ovvero evitarmi di fare tutte le ricerche online, che poi comunque faccio prima di acquistarlo.

Ovviamente questo è il caso limite. Per vini da tutti i giorni, non mi interessa essere inondato di informazioni, ma per vini che costano dai 10 euro in su non mi dispiacerebbe conoscere un pò di cose.

Comunque tornando al propositivo segnalo la petizione “In Difesa dell’Identità del Vino Italiano” condotta ed ideata da Marco Arturi e Sandro Sangiorgi della rivista Porthos.
Cosa aspettate? Leggetela e se in accordo, sottoscrivetela.

Vendere vino online in modo alternativo

Prima una piccola introduzione.
L’e-commerce ha vissuto in questi anni una fase di crescita, non solo nel numero dei negozi online, ma anche nel “come” vendere.
Sono così nati siti che propongono metodologie di vendita alternative al classico “carrello” e catalogo. Uno di questi è Born4Shop che propone solo per pochi giorni una serie di prodotti di determinate marche a prezzi scontati.
Quindi è possibile imbattersi una settimana nelle offerte dei jeans Calvin Klein, e la settimana dopo dei trapani Bosh.

Questa volta, e penso sia la prima volta, tocca ad un paio di aziende vinicole piemontese: Cantina del Glicine di Neive e Tenuta Rocca di Monforte d’Alba, non certo famosissime, ma nemmeno sconosciute.
Rispetto ai prezzi ufficiale, lo sconto c’è, anche se è possibile acquistare le bottiglie solo in cartoni da sei.

Ma non è tanto questo che mi stupisce, quanto come questa scelta di canale di vendita “diversa” venga fatta da aziende poco conosciute, mentre le più famose restano alla porta (se non con qualche rara eccezione in contesti più che altro off-line) .

Ancora una volta la paura di interferire con i propri canali distribuitivi? Una mancanza di propensione del marketing italiano a provare nuovi mezzi?
Forza un pò di coraggio! Ci sarà pure qualche grande azienda vinicola italiana Born4Sell :-)

1 Anno di Wino

Compleanno in casa Wino :-)
Scocca oggi il fatidico primo anno di vita. Era il 20 febbraio 2006 e si parlava in modo ironico del perchè aprire un blog, forse per pubblicare la teoria del penultimo vino o solo per riflettere sul Tavernello.
La Cina era di gran moda, ed anche se non era periodo si parlava di regali.
C’è sempre stata molta pubblicità cartacea, ma poco web, tranne nei casi dei Forum o dei blog che sbarcano al Vinitaly 2006, dove si sarebbe potuto votare ma non lo si è fatto.
E l’e-commerce? Bisognoso di un correttore. Meno male che il Barolo costa poco e che i produttori regalano vino, cosa che non succede al Vinitaly dove è facile farsi distrarre dalle veline anche se si sta dietro al bancone.

Nuovi vini e nuovi nomi non servono per chi non sente la crisi del vino e per chi finalmente si rinnova online, anche se un buon fatturato non salva da certe figuracce.
E c’è chi addirittura pensa di risolvere i problemi con qualche truciolo o esagerando con l’apertura delle cantine. Se non inventandosi una nuova fiera, forse un pò vuotina.

Ed allora ecco che i blogger si uniscono, non per diventare sommellier, ma per godersi un buon vino anche in una calda esatate.

C’è chi racconta storie, chi ne fa di sovversive, chi si rifa il look, e chi beve di meno.
Alcuni si ubriacano di calcio e di bollicine, altri investono oppure si riuniscono, ma comprare vino fa bene a tutti, così come leggerlo.

Pure i Russi non scherzano, nonostante i temporali e il caffè Squisito.
Certe volte poi basta un logo per evitare di rompere i vetri o di ripassare con la scatola.

Allora meglio unirsi, che rifare un consorzio, anche se Soave
….. …… ….. ….. e siamo solo a settembre, mancherebbero ottobre, novembre, dicembre e gennaio, ma visto che è il primo anno possiamo sorvolare :-)