Milano a febbraio capitale del Food & Wine

milanofoodwine_festivalAd inizio febbraio (più precisamente dal 4 al 6 febbraio 2012) Milano diventerà protagonista non solo per il food con Identità Golose (giunto ormai all’ottava edizione e che si svolge dal 5 al 7 febbraio), ma anche con il vino.
Parte infatti in contemporanea a Identità Golose e anche adiacente negli spazi (MiCo MILANO CONGRESSI Ala Nord, Porta 14, ingresso da via Gattamelata 5) la prima edizione di Milano FOOD&WINE Festival.

L’evento sarà aperto al pubblico e dedicato a chi vuole assaggiare circa 300 etichette dei maggiori produttori italiani, selezionati con la collaborazione del Merano Wine Festival.

Ma visto che per degustare 300 etichette bisogna anche mangiare, sarà possibile degustare piatti preparati dagli chef che partecipano anche a Identità Golose.

Biglietto di ingresso con libera degustazione dei vini a  30 Euro e singolo piatto dello chef a 10 euro. Certo prezzi non popolari visto il periodo, ma a voi giudicare se ne vale la pena guardando le aziende vinicole presenti e i piatti che verranno preparati.

Il valore di un territorio

Dal ritorno da una breve, ma molto intensa vacanza a Montalcino e dintorni, non parlerò di vini degustati (ci sono stati e quasi tutti ottimi) , ma della sensazione che ti rimane quando il viaggio è concluso.
Di quando ritorni al solito trantran e ti accorgi dell’essenza che ti è rimasta del viaggio.

E così di Montalcino e dintorni ho il ricordo di una serie di strade, colline e case che si fondono con le persone che vivono lì tutto l’anno.

Non è il solito richiamo alla bellezza della vita agreste (che comunque ha per me sempre un certo fascino), ma la consapevolezza che se un territorio è protetto e valorizzato in primis da chi ci abita, è un vero investimento.

L’ultima volta che sono venuto qui ad agosto era esattamente dieci anni fa, alcune cose sono cambiate (ma non tante).
Alcune in meglio (difficile trovare un podere abbandonato o non ristrutturato), poche in peggio (tra cui le enoteche modello “hard-discount” nelle vie di Montalcino).
Alcune strade non sono ancora asfaltate ed aiutano forse ad evitare un certo tipo di turismo mordi e fuggi (anche se essendo in moto, non erano le mie preferite).

Percepisci che Montalcino è un insieme di persone che arrivano da molte parti, ma che qui trovano qualcosa di unico. Alcune cercano di appropriarsene, altre solo di comprenderlo e viverlo con rispetto. Io ringrazio di esserci stato qualche giorno e di ritrovarlo cambiato ed identico ancora tra dieci anni.

Il taccuino da degustazione

L’età avanza e la memoria non è certo il mio forte. Così ad ogni degustazione che si rispetti ho sempre cercato di portarmi dietro un taccuino dove trascrivere le note dei vini che più mi colpiscono. Non solo per ricordarmi dei vini, ma anche per il piacere a distanza di tempo di rileggere quelle pagine un po’ sgualcite (ed anche macchiate di vino).

Ovviamente a seconda del tipo di evento, corrisponde il taccuino adatto.  Se seduti e serviti, preferisco più che un taccuino un bel block notes in formato A5 o A6, ma se c’è da stare in piedi, girare tra stand e in mezzo alla folla, allora il classico taccuino è indispensabile.

Quasi sempre uso una Moleskine, ma ha lo svantaggio che le righe sono poco evidenti e nel marasma è più facile scrivere storto che dritto.

E così l’uscita di un nuovo taccuino dedicato alla degustazioni non può che attirarmi. In questo caso si tratta di un prodotto Quo vadis. Utile l’idea di avere una parte dell’agenda suddivisa per tipologia di vini (rossi, bianchi, spumanti, ecc.), ma importante anche quella libera, dove poter trascrivere note al volo o appunti misti.

Quando l’enoteca entra in libreria

Vin a bar - Foto da Sorgente del Vino
Vin a bar – Foto da Sorgente del Vino

Parlare di vino online ogni tanto ha bisogno di una pausa. E così è bello prendersi un’aperitivo e provare una nuova enoteca di Milano.

Non la solita enoteca, ma una nuova, in molti sensi.

Primo, perchè è all’interno di una libreria, ma con accesso diretto dalla strada.
Secondo, perchè offre in degustazione solo vini naturali
Terzo, perchè è piccolissima ed il contatto e la relazione con l’”oste” è automatica e naturale.

Parliamo di “bar à vin Sarfati – Vini Naturali” gestito da Stefano Sarfati ed inserito nella storica Libreria Utopia di Milano.

Aperta da pochissimo, si contraddistingue oltre che per la scelta di vini naturali (ieri sera assaggiato il Grignolino di Cascina ‘tavijn, il Lambrusco di Camillo Donati ed il Gamay di Domaine des Vignes du Maynes ) selezionati direttamente da Stefano, anche per i prezzi non da Milano Centro (calici a partire da 3,5 Euro) e per la disponibilità di Stefano a spiegare caratteristiche dei vini e dei produttori.

Una bella iniziativa, che potrà essere utile a far comprendere al meglio cosa sono i vini naturali e le filosofie che ci stanno dietro

Fine del 2009 e fine di Wino

Il 2009 è ormai in chiusura ed anche Wino dopo quasi quattro anni di vita è giunto al capolinea.

Nessuna morte violenta determinata da abuso di alcol :-) , ma semplicemente un cambio di nome per abbracciare in modo più completo e personale il mondo del vino.

Il blog non cambierà nella forma, ma spazierà non solo sui temi del marketing digitale del vino italiano, ma anche sul mio rapporto personale con il vino, quasi a testimoniare che le persone e le aziende se OGGI vogliono comunicare devono farlo come persone e non come entità astratte o società.

Il nuovo nome? Si chiamerà AVVINARE. Piace?

Il piacere del vino, indipendentemente da tutto

Calice di vinoEra da un pò che non scrivevo sul blog. Il periodo personale non è dei migliori e mi ha allontanato anche dal piacere del vino. Non tanto di degustarlo, quanto nel parlarne. Come se fosse un mondo lontano e anomalo con il mio stato attuale.

Ma è bastato avvicinarsi ad un vino, tutto sommato semplice, come il Barbaresco 2006 dei Produttori del Barbaresco (non è quello della foto) per ritrovare la voglia ed il piacere di degustare un buon vino.

Chi fa vino, fa un lavoro, ma anche permette ad altri di partecipare ad una piccola porzione della propria vita. Comunica la sua capacità di trasformare alcuni elementi in qualcosa che può stimolare, far riflettere e far tornare il sorriso anche in momenti difficili.

Questo blog parla del marketing del vino online, ma molte volte basterebbe che un produttore comunicasse quello che sente quando produce il suo vino per fare la miglior campagna marketing della sua vita.

E stasera, grazie all’incontro con alcuni amici veri, sarà un vero piacere stappare qualche bottiglia particolare e vedere come ognuno interpreta il vino che gli riempie il calice.

Langhe: tra bellezze ed il ricordo di Teobaldo Cappellano

Il Castello di Barolo riflesso in una finestra

Il Castello di Barolo riflesso in una finestra

Difficile parlare di un fine settimana in Langa, quando in ogni paese in cui ti fermavi (che fosse Monforte, Serralunga, Verduno, Barolo…) vedevi un capannello di gente di fronte alla bacheca degli annunci funebri.

Il nome di Teobaldo Cappellano, stampato a grande lettere, non lasciava molti dubbi su un caso di ononimia, e il gruppo di persone accalcato, toglieva i pochi dubbi.

E così, i paesaggi e gli incontri del week-end sfumano in una nota malinconica, spettatori delle ultime giornate del grande “Teo” Cappellano.

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Champagne a tutto pasto? E perchè non tutto l'anno

In Vino al Vino se ne è già parlato, così come su Aristide, ma avendo partecipato alla presentazione del libro alla libreria Fnac a Milano, non mi dispiace parlarne.

Voglia di Champagne, 365 giorni all’anno“(acquisto online) non è un libro banale, ma partendo dalle tradizioni famigliari dell’autrice, Delphine Vessiere (vera esperta di champagne visto che è la fondatrice di La Flute) , ci conduce in un viaggio in cui champagne e cucina italiana non solo si parlano, ma si amalgano in modo inaspettato e piacevole.

La presentazione del libro, condotta da Barbara Carbone di Trenta Editore con la partecipazione di Elio Ghisalberti, ha cercato di capire le ragioni che hanno portato Delphine a dedicarsi alla scrittura di questo libro.
Ragioni che vanno ricercate sicuramente nel suo lavoro di importatrice di Champagne, ma anche per l’amore che ha per la cucina italiana.

Delphine ha cercato di far comprendere che dire Champagne, vuol dire poco. Per abbinare correttamente uno champagne ad un piatto possiamo scegliere tra Champagne base (solitamente brut e non millesimati), extrabrut, i Blancs de Blancs (solo chardonnay), i Blancs de Noir(solo Pinot Nero), millesimati o non, con i territori di origine ad aumentare ancora di più le possibilità.

In definitiva, se amate lo champagne o ancora dovete scoprirlo accompagnandolo con qualche buon piatto, avete trovate il libro giusto.

Alcune foto della presentazione: