2000 vini? Un pò meno…

Dopo due giorni di IAB e di constatazioni che il mondo (almeno quello internet) sta evolvendo verso la condivisione dei contenuti, fa tristezza accorgersi di certe cose nel mondo del vino italiano.

Mi riferisco alla vicenda della Guida Ais Duemilavini, edizione 2007 (sul blog di Tigullio Vino trovate info e commenti) in cui sembra che nella Guida non compaiano più aziende vinicole che hanno investito in pubblicità su riviste non ricondotte a “degna professionalità” dall’Associazione stessa.

Leggo dallo Statuto AIS – Art. 3 Scopo sociale
L’associazione non ha fini di lucro ed ha lo scopo primario di qualificare la figura e la professione del sommelier nonché di valorizzare la cultura del vino nell’ambito della ristorazione. Essa pertanto svolgerà ogni attività, di carattere culturale, didattico ed editoriale, per propagandare la conoscenza e il consumo dei vini e di altre bevande alcoliche e per valorizzare l’enogastronomia italiana in Italia e all’Estero

Non mi sembra quindi che nello scopo sociale rientri quello di valutare la “degna professionalità” di riviste del settore e tanto più il comportamento di aziende vinicole che possono investire il frutto del loro duro lavoro dove vogliono.

Certo qualcuno potrebbe dire che la guida è edita da un ente diverso, ma se si chiama Guida AIS, la responsabilità morale è in capo all’AIS.

Spero quindi si tratti solo di un grossissimo equivoco e non di un effettivo comportamento, che in tal caso sarebbe veramente molto grave.

Già è difficile comunicare il vino, se poi cominciano le censure…

Aggiornamento: se ne parla molto anche su Vino al Vino e Esalazioni Etiliche

Ed ora… pubblicità

Due giorni di incontri, dibattiti e workshop tematici sulla pubblicità interattiva in Italia, ecco IAB FORUM 2006

Difficilmente si parlerà di vino o di cibo, ma visto che con la pubblicità online si possono sostenere riviste di settore o migliorare la comunicazione delle aziende vinicole (e non solo), sarà interessante capire l’evoluzione in Italia e le future prospettive.

Se quindi qualcuno è da quelle parti si faccia sentire, io ci sarò entrambi i giorni.

> Il blog dedicato con molto materiale del Forum
> Un sunto della 1^ giornata su La Repubblica

Valorizzare il turismo del vino con un termovalorizzatore

Si parla tanto di valorizzare il turismo del vino, di fare sistema.

Cosa c’è quindi di meglio di un termovalorizzatore, magari posto al centro di una zona vinicola importante come quella del Chianti Rufina?

Certo, forse sarebbe stato meglio un vinovalorizzatore, ma non è stato ancora inventato. Se però siete di quelli che preferiscono comunque il vinovalorizzatore al termovalorizzatore, leggetevi la denuncia di Franco Ziliani su Vino al Vino

Il Gladiatore del vino

Torna l’accoppiata Russel Crowe e Ridley Scott. Dopo “Il Gladiatore“, tocca a “Un amore per caso“, film romantico, tra pochi mesi nelle sale, che racconta la storia di un broker finanziario londinese che alla morte di un vecchio zio, eredita la tenuta vinicola della Provenza con sconvolgimento della propria vita.

Hollywood ancora una volta punta sul vino (francese), ponendolo come sfondo ed ambiente per lo svolgimento di una storia romantica ed appassionata.

Ed in Italia?

Oktoberfest del vino in Italia?

Leggo online “Si è conclusa con un record di presenze la 173esima edizione dell’Octoberfest, la tradizionale festa della birra che si è svolta a Monaco, in Germania. In diciotto giorni oltre sei milioni e mezzo di persone provenienti da tutto il mondo hanno consumato milioni di litri di birra“.

Ma se fosse organizzata in Italia una festa simile, ma sul vino, avrebbe senso? E se sì, in quale città si potrebbe ospitare?

Aspetti positivi: se nel mondo quando dici birra pensi alla Germania è grazie anche all’Oktoberfest. Sei milioni di persone in diciotto giorni non so a quanto corrisponda di incremento PIL, ma qualcosa farà. Si risolve il problema delle rimanenze di vino, altro che distillazione.

Aspetti negativi: conoscendo l’organizzazione e la cultura di noi italiani la città che ospiterà l’evento assomiglierà a Genova dopo il G8. Svilimento del “prodotto vino” a bevanda da ubriaconi. Necessità di un calice di vino in vetro spesso un paio di centimetri per evitare un tappeto di vetro.

Vabbé… lasciamo stare… :-) )

Squisito 2006: cominciamo dalla fine

Per parlare di Squisito 2006, del Blog Cafè e della Blog Cena, ci piace iniziare da quest’ultima. Protagonisti chef particolari e non solo, come il filmato sotto può testimoniare:

Nel video Adriano Liloni e Silvio Bessone all’opera (in tutti i sensi)

Questa era l’atmosfera che si respirava ieri sera, quindi sapete cosa vi siete persi.

Per i resoconti e le foto della giornata vi rimando a:
> Il sito del Quintomiglio
> Imbottigliato all’origine con:
- Tempo di Squisito
- Blog conference, di cosa si è parlato (Post Monstre)
> Vino al Vino (con diversi post)
> Lavinium
> Aristide VINCITORE DEL BLOG CAFE’
> Viaggiatore Gourmet

e tanti altri da trovare in Rete…

E Squisito è alle porte…

Manca ormai pochissimo all’inizio di Squisito 2006, che quest’anno vedrà i blog in primo piano.
Sia con un interessante dibattito alle 15.30 di domenica: “Fenomeno blog: è vera innovazione?“, sia con la blog cena, che ha perso un pò della sua originalità iniziale, ma che vedrà all’opera dei grandi personaggi.

Noi ci saremo tutta la giornata di domenica, quindi se passate da quelle parti fatevi riconoscere :-)

Free chips: dalle parole ai fatti

Riprendiamo, dopo il post di maggio, il tema dei chips o trucioli utilizzabili nella produzione del vino.
Su Aristide se ne è parlato a lungo e adesso riprende fiato l’idea di una sorta di database di aziende vinicole “chips free”.
L’idea non è male e permetterà di mantenere viva l’attenzione su questo “processo produttivo” e magari di aprire il dibattito anche su altre tecniche forse peggiori dei chips.
- Il post su Aristide

Uniti è meglio!

Scopro solo oggi, grazie ad un’email della mitica Elena Pantaleoni di La Stoppa dell’esistenza di Mosaico Piacentino, associazione costituita da 5 importanti produttori piacentini(La Stoppa, La Tosa, Il Poggiarello, Lusenti e Torre Fornello) con lo scopo di diffondere la conoscenza dei vini di qualità dei Colli Piacentini, con particolare attenzione a Gutturnio e Malvasia (consiglio la lettura del Manifesto per meglio comprendere i loro scopi).

Ecco un valido esempio che molti altri produttori potrebbero seguire per valorizzare il proprio territorio e la cultura vitivinicola, mettendo da parte gelosie e concorrenza e cercando insieme di aiutarsi.
Valorizzare un territorio e determinati vini è uno sforzo che ogni azienda deve porsi, sia che ci sia un Consorzio o un Ente che già lo faccia, sia e soprattutto se questo ente non c’è o funziona male.
E se volete conoscerli il 2 settembre saranno in centro a Piacenza e dal 23 al 25 saranno anche loro a Squisito, magari gli invitiamo al Blog Cafè :-)

"Ripasso con la scatola"

Sempre a proposito di contenitori per il vino, segnaliamo il post di Lizzy di Vino Pigro dedicato al caso del Valpolicella Ripasso venduto all’estero nel “bag in box“.
Qui nessuna polemica su vetro e bric, ma delle giustissime osservazioni su come sia difficile promuovere prodotti di qualità, quando c’è qualcuno pronto a “svendere” l’immagine di un territorio (senza la quale sicuramente non sarebbe mai riuscito a vendere quello stesso vino).

Dimenticavo, il prosecco in lattina è meglio o peggio?

Aggiornamento del 4/09/06: sembra che si tratti di contraffazione. Complimenti di nuovo a Lizzy per aver scoperchiato il caso