Metti una delle serate più calde di questo giugno milanese, aggiungi alcuni appassionati, falli incontrare in una delle enoteche più “vere” di Milano e prepara 10 vini alla cieca (9 Fiano di Avellino e 1 intruso).
Il risultato è una di quelle degustazioni che lasciano il segno.
In compagnia di Chiara Giovoni, Fabio D’Uffizi e Stefano Caffarri di Appunti di Gola, Massimo D’Alma e Alessandro Marra, oltre al supporto di Davide di Enocratia ci siamo dedicati ad assaggiare 9 espressioni del Fiano di Avellino. Differenti per tipologia di produzione, terreni ed annate, ma tutti con un tratto comune: vini assolutamente non banali, con un forte carattere, che non lasciano indifferenti.
Vino 1: Intenso al naso, molto piacevole anche se forse un po’ monocorde. Dopo qualche minuto cambia e si ampia al naso. In bocca entra deciso, ma non rimane a lungo, comunque bel vino. (Marsella Fiano 2006)
Vino 2: Meno intenso al naso rispetto al primo, ma con spunti più giocati sull’eleganza, con sentori di uva matura. In bocca è un po’ squilibrato, ma comunque interessante: entra piano e poi esplode. Sembra quasi leggermente acerbo (Vadiaperti Fiano 2003) Nota successiva alla scoperta dell’annata: alla faccia del 2003 e dell’annata non longeva
Vino 3: Colpisce subito per l’intensità dei profumi e la tipologia degli stessi che ricordano un ottimo marsala. In bocca stupisce l’acidità. Gran bel vino per chi è alla ricerca di emozioni forti (Villa Diamante Cuvée Enrico 2000)
Vino 4: Al naso ottimo equilibrio così come in bocca. Piacevolissimo. Unico difetto: un po’ corto. (Villa Diamante Vigna della Congregazione 2005)
Vino 5: Al naso un po’ rustico, non pulitissimo, ma comunque piacevole. In bocca notevolissimo, bella acidità e molto molto lungo. Entra quasi dolce in bocca e finisce salato. (Picariello Fiano 2008)
Vino 6: Agrumi al naso, frutta candita, molto fruttato. In bocca l’ingresso amaro spiazza (Tirelli Cortese 2008, l’intruso della batteria)
Vino 7: Non intensissimo ma equilibrato. In bocca una punta di alcolicità eccessiva lo penalizza, ma comunque sempre un bel vino (I Favati Pietramara 2007)
Vino 8: Sembra giovane ma è il più fresco della serata , nonostante un retrogusto amarognolo che rimane in bocca. Non sarà molto longevo, ma adesso si beve proprio bene (Pietracupa Fiano 2009)
Vino 9: Al naso colpisce per l’acidità che si ritrova in bocca. Forse un po’ estremo per i miei gusti (Cantina del Barone Fiano “928″ 2009)
Vino 10: Non intensissimo, ma elegante. In bocca una mega acidità ne farebbe bere a secchiate, soprattutto in una serata calda come questa. (Clelia Romano Colli di Lapio 2004)
In conclusione: livello medio alto, che ancora una volta conferma che il Fiano di Avellino è uno dei vitigni a bacca bianca più interessanti in assoluto. L’impressione personale è che la diversità tra i vini in alcuni casi possa essere anche troppo netta, ma considerando i passi avanti fatti anche solo negli ultimi 10 anni, direi che ci sarà da divertirsi