OT, quando non si è “Off Topic” con un vino vip

In questi anni molti “vip” si sono dati al vino. Chi come forma di investimento, chi per diletto e chi come scelta di vita.

Oliviero Toscani appartiene all’ultima categoria. La sua tenuta si distende per 120 ettari, con boschi, uliveti e vigneti. Il vino è una delle produzioni che si affianca a quelle dell’olio e dei salumi.

OT è il nome del vino, e se è vero che in internet OT è usato per indicare il “fuori tema”, bisogna dire che il primo vino di Toscani non và fuori tema.

Il colore è intenso, scuro, ma non impenetrabile. Al naso, le vigne giovani si fanno sentire, l’alcol ed il legno anche, ma in bocca è tutta un’altra cosa. Un vino intenso, ma non potente, molto piacevole da bere e da ri-bere. Il tannino c’è, come è giusto che sia per un vino che nasce per accompagnare le pietanze. 
Non stanca per niente, e la sensazione alcolica che si sente al naso, quasi scompare nella degustazione.

Parlando con lui, quello che colpisce è la passione con cui ne parla. La voglia che traspare è quella di produrre un vino “da compagnia”, da bere con gli amici, parlando e facendo in modo che il vino stesso aiuti a farlo. 

Se poi si ha la fortuna di degustarlo con calma, mentre Oliviero si diverte a fotografare, degustando i salumi dei suoi maiali (con Paolo Parisi pronto a spiegarteli) ed un ottimo olio, allora non siamo proprio Off Topic…

Video: l’intervista a Oliviero Toscani nella stessa giornata fatta dagli amici di MadeinKitchen

Mettersi in gioco: la tasting list di Zonin

La tasting list di Zonin (qui i post su Avvinare) prosegue e stavolta tocca a due vini rossi.

Uno toscano, più precisamente della Maremma e l’altro siciliano. Quest’ultimo nato da un’altra iniziativa di Zonin di cui avevamo già parlato: myFEUDO.

Passiamo ai vini, degustati alla cieca in mezzo ad altri 2 vini (anch’essi taglio bordolese).

Rocca di Montemassi 2008 di Rocca di Montemassi
Maremma Toscana IGT

Con pochi minuti di apertura alle spalle esprime un profumo molto vinoso e poco altro. Dopo qualche minuto comincia ad “aprirsi” con profumi terziari ed una nota dolce, con un’intensità crescente.

In bocca l’alcol si fa sentire, ma non in modo troppo fastidioso. Il tannino si percepisce, ma è un tannino setoso, molto piacevole che con la carne in abbinamento si è legato molto bene.

In definitiva un bel vino, che gioca su toni setosi e non sulla potenza.

Symposio 2007 di Feudo Principi di Butera
Sicilia IGT

Colore molto scuro. Al naso da subito buona intensità, con frutta rossa in evidenza ed un pizzico di “vaniglia”, piacevole ma un pò sovrastante rispetto ai profumi primari.

In bocca è un’esplosione di gusto, con subito in evidenza un deciso sapore di liquerizia. Colpisce per l’intensità e per la poca percezione alcolica, denotando un ottimo equilibrio in bocca.

Tannino deciso, ma per nulla fastidioso. Non è lunghissimo ed il retrogusto è meno pulito dell’ingresso in bocca, ma è sicuramente piacevole.

Una buona freschezza permette di non stancarsi anche dopo il 2^ bicchiere.

In conclusione un bel vino in bocca, al naso non originalissimo. Da riprovare tra 1 0 2 anni per vedere l’evoluzione soprattutto olfattiva.

Alla cieca è stato preferito al naso il Montemassi, mentre in bocca il Symposio.

Grazie ancora a Francesco Zonin che anche questa volta non ha avuto paura di mettersi in gioco.

Quando l’enoteca entra in libreria

Vin a bar - Foto da Sorgente del Vino
Vin a bar – Foto da Sorgente del Vino

Parlare di vino online ogni tanto ha bisogno di una pausa. E così è bello prendersi un’aperitivo e provare una nuova enoteca di Milano.

Non la solita enoteca, ma una nuova, in molti sensi.

Primo, perchè è all’interno di una libreria, ma con accesso diretto dalla strada.
Secondo, perchè offre in degustazione solo vini naturali
Terzo, perchè è piccolissima ed il contatto e la relazione con l’”oste” è automatica e naturale.

Parliamo di “bar à vin Sarfati – Vini Naturali” gestito da Stefano Sarfati ed inserito nella storica Libreria Utopia di Milano.

Aperta da pochissimo, si contraddistingue oltre che per la scelta di vini naturali (ieri sera assaggiato il Grignolino di Cascina ‘tavijn, il Lambrusco di Camillo Donati ed il Gamay di Domaine des Vignes du Maynes ) selezionati direttamente da Stefano, anche per i prezzi non da Milano Centro (calici a partire da 3,5 Euro) e per la disponibilità di Stefano a spiegare caratteristiche dei vini e dei produttori.

Una bella iniziativa, che potrà essere utile a far comprendere al meglio cosa sono i vini naturali e le filosofie che ci stanno dietro

Vinitaly 2010, vini da non dimenticare

AR.PE.PE.Come anticipato nel post precedente , il tempo per degustare è stato proprio poco, ma da alcuni amici non si poteva assolutamente mancare. E così quando i buoni amici sono anche ottimi produttori, difficile bere male, anzi.

Cominciamo da Ar.pe.pe e da un poker notevolissimo come il Grumello 2004 Rocca de Piro, il Sassella Rocce Rosse 1997, il Grumello Buon Consiglio 1999  ed il Pettirosso 1999

Altro amico, Bonotto delle Tezze, che oltre a rinnovare le etichette ed in attesa del nuovo Raboso Superiore Malanotte e del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene DOCG (alla faccia del nome corto), ci ha proposto un’ottimo Barabane 2007 a base Carmenere ed il Raboso Passito, ogni anno sempre più uno dei miei passiti rossi preferiti.Bonotto delle Tezze - Raboso Passito

Da Susanna Crociani, non si poteva non passare. Notevolissimo il Nobile di Montepulciano Riserva 2006, ottimo il Segreto di Giorgio 2008 e un commovente Vin Santo 2001.

 

Brunello di Montalcino Podere San LorenzoSempre toscana, con Luciano Ciolfi di Podere San Lorenzo. Ma prima due parole. A maggio 2006 mi scrisse via email Luciano, che non conoscevo, chiedendomi se avevo tempo di assaggiare i suoi vini che sarebbe stati presenti al Consorzio del Brunello alla prima edizione del MiWine. Incuriosito andai a provarli, e mi ricordo che nonostante una certa acerbità, si sentiva che sotto c’era attenzione e una gran materia prima. Andai a conoscere Luciano in azienda nel 2007 e l’impressione iniziale di vini fatti con carattere fu decisamente confermata.
E’ quindi con grande soddisfazione che il Brunello di Montalcino 2005 sia veramente un gran bel vino, come il 2004 (che forse però sarà più longevo).

Ippolito1845 - 160 anniAncora amici, con i vini calabresi di Ippolito1845,  che ci hanno fatto degustare un vino veramente notevole: il 160 ANNI, nato dall’appassimento del Gaglioppo. Se vi aspettate un vino simil-amarone, siete fuori strada. Certo è un vino deciso e potente, ma con un’eleganza ed una longevità che vi stupirà. Assolutamente da provare.

Dal Sud al Nord, per arrivare a Barbaresco da Rizzi, con due splendidi cru: il Barbaresco Boito 2006 ed il Barbaresco Pajoré 2006.

Finito il giro degli amici, due segnalazioni:

Fiano di Avellino Guido Marsellagli splendidi Fiano di Avellino 2007 e 2008 di Guido Marsella, esempio di come il Fiano può dare grandissimi vini.

E come un “vecchio” marchio puntando sulla qualità puo cominciare a fare vini piacevoli e per nulla banali, mi riferisco all’Alta Langa DOC 2007 Cuvée 36 di GanciaAlta Langa DOC 2007 Cuvée 36 di Gancia

 

 

 

 

 

Langhe. Sempre Langhe

Museo del Cavatappi a Barolo

Museo del Cavatappi a Barolo

Dopo uno splendido week-end nelle Langhe, mi verrebbe voglia di tornarci al più presto.

Sarà stata la nebbia che creava un’atmosfera unica, il silenzio dei borghi o  la passione dei produttori che abbiamo incontrato (la famiglia Dellapiana di Rizzi o Luciano Pira di Schiavenza , per citarne due).

Trovarsi a bere Barbaresco e Barolo con dei neofiti è una bella esperienza. Ti aspetti che possano non apprezzarli perchè vini “difficili” ed invece scopri che sono loro i primi che assaggiando cru diversi, si accorgono delle differenze.
Partiti con la “paura” di aver a che fare con i mostri sacri dell’enologia italiana, torni a casa con la certezza di aver fatto comprendere perchè questi vini sono un patrimonio delle nostre terre.

 

Vini di Langa, difficile che passino inosservati.

Il Salento dei vini Torsello

C’è un vitigno che adoro, ma che mi fa anche arrabbiare. E’ il negroamaro. Adoro perchè più volte ho assaggiato vini con questo vitigno (Patriglione in primis) che mi hanno entusiasmato. Arrabbiare perchè ne ho assaggiati altrettanti dove il vitigno era quasi irriconoscibile, coperto da legni non adatti o da concentrazioni da succo di frutta.

E’ quindi con piacere che ho accettato la proposta di Donato La Neve di assaggiare 3 vini dei F.lli Torsello:
- Don Luigi 2007, rosato a base di Negroamaro e una piccolissima quantità di Malvasia Nera di Lecce
- Acropolis 2006, rosso con gli stessi vitigni del Don Luigi
- Zidra 2006, Primitivo in purezza
due dei quali con l’amato/odiato Negroamaro.

Il rosato Don Luigi 2007

donluigi 2007

si presenta di un bel colore accesso, con ottimi riflessi.
Al naso, appena versato, non colpisce per pulizia, al contrario sembra parecchio chiuso con sentori non pulitissimi. In bocca decisamente meglio. La nota alcolica è un pò evidente, ma tutto sommato non eccessiva, grazie anche ad una buona acidità. Dopo circa mezzora il profumo migliora decisamente, ripulendosi e con note fruttate di agrumi nette e piacevoli.
Prezzo sui 10/11 Euro.

L’ Acropolis 2006 già dal naso è molto piacevole. Note terziarie, in cui abbonda caffè e menta, con sentori di frutta cotta, ma non eccessivi, quindi personalmente molto piacevoli. In bocca è un’esplosione di gusto, con un tannino discreto, ed una lunga persistenza. Bel vino. Unico difetto forse un’eccessiva nota dolce che rimane sul palato.
Prezzo sui 12/13 Euro.

Acropolis 2006

Infine lo Zidra 2006, Primitivo in purezza in cui non sono stati fatti sviluppare tutti gli zuccheri.

Zidra 2006

I profumi sono puliti, intensi, ben equilibrati fra di loro e con note di frutti rossi e ciliegie sotto spirito. In bocca l’alcol non eccessivo permette di godere a lungo delle note dolci, per nulla stucchevoli, con una bella freschezza che invoglia un secondo sorso.
Degustato con un Roquefort si è comportato più che degnamente.
Prezzo sui 13/14 euro.

In conclusione un buon livello qualitativo, con soprattutto una buona bevibilità di tutti i vini e se si esclude il rosato, con una perfetta integrazione dell’alcolicità, difetto spesso di molti vini salentini.
Quando passerò da Taranto, una visita ci vuole.

Variazioni in rosso. La degustazione.

Finalmente è arrivato. Ben impachettato e in 3 giorni lavorativi, non male.

Variazioni in rosso di Ornellaia

Variazioni in rosso 2007 di Ornellaia

Ognuna delle 3 bottiglie ha il suo astuccio cartonato e in omaggio è arrivato anche un drop-stop personalizzato

Variazioni in rosso, tappo e drop-stopcontenuto all’interno di un mini-pieghevole che spiega la filosofia del vino e della sua produzione.

Stappiamo.

Colore decisamente scuro, con un unghia che denota la giovinezza del vino. Al naso non è intensissimo ma con una certa complessità di profumi. I varietali delle uve si fanno sentire, ma sono integrati tra di loro e difficilmente uno prevale sugli altri.

In bocca l’alcolicità del vino si fa sentire (in etichetta è dichiarato 14,5°), così come i tannini, che rimangano comunque setosi e non asciugano troppo la bocca. Buona la persistenza ma non eccezionale. Dopo il primo bicchiere torna la voglia di un secondo, ad evidenziare anche una certa freschezza.

Vale il costo? Diciamo che a quella cifra(35 Euro) si trova anche di meglio, ma rimane un bel vino, da riscoprire con un anno o due sulle spalle.

Tasting Panel Zonin: Astraio

Astraio - Rocca di Monte MassiCi voleva un tasting panel per aggiornare Wino. Purtroppo gli ultimi due mesi lavorativi sono stati veramente pieni con pochissimo tempo libero, ovviamente dedicato alla famiglia.

Ma l’arrivo della bottiglia di Francesco Zonin, mi ha obbligato all’assaggio e quindi alla recensione (lavoro per niente ingrato).

Tocca questa volta a Astraio della Tenuta Rocca di Montemassi, in zona Maremma (Toscana).

Il vitigno non direi che sia tipico, visto che si tratta del francesissimo Viogner, che negli ultimi anni comincia anche ad essere vinificato in Italia.
La mia esperienza su questo vitigno è molto limitata, giusto qualche francese e qualche esperimento siciliano non di troppo successo.

Passiamo all’Astraio.
Il colore è un bianco carta brillante. Al naso colpisce per i frutti tropicali ed una nota minerale che dona un tocco di eleganza. In bocca una buona freschezza, ma la mineralità del naso quasi scompare al gusto (un peccato).

Non completamente equilibrato, ma sicuramente piacevole.
Un vino che complessivamente è piaciuto anche agli altri commensali.

Grazie Francesco.

Vini abruzzesi per l’Abruzzo. Come è andata?

Vi avevamo detto della serata di degustazione dedicata ai vini abruzzesi per raccogliere fondi per gli orfani dell’Istituto Sacro Cuore di San Gregorio di L’Aquila.

I vini abruzzesi in degustazione

Nonostante il nubifragio che si è abbattuto su Milano negli ultimi due giorni e che ha tenuto lontano qualche partecipante, non possiamo lamentarci.
Sono stati raccolti 522 Euro che stamattina sono stati inviati tramite bonifico all’orfanotrofio.

Ed i vini? Decisamente buoni. Certo avevamo dei campioni di razza (Valentini, Pepe, Masciarelli), ma anche gli altri vini (di Farnese, Illuminati, eccetera) si sono difesi benissimo.

Personalmente mi è piaciuto molto in bocca il Montepulciano 2000 di Emidio Pepe (peccato che al naso, anche se aperto da circa 9 ore, l’odore non fosse proprio piacevole). Il Montepulciano 2001 di Valentini , elegante ma anche con una leggerissima rifermentazione in bottiglia. Il Montepulciano Marina Cvevic 2004 di Masciarelli era forse più equilibrato dei primi due, ma forse anche quello che si discostava di più dall’idea di Montepulciano che i primi due vini esprimevano.

A molti è poi piaciuto anche il  Montepulciano d’Abruzzo DOCG Terre Teramane 2004 di Farnese ed il Zanna Riserva 2005 di Illuminati.

Tra i bianchi, non avendo stappato il Trebbiano di Valentini, è piaciuto molto il Pecorino 2007 di Illuminati.

In conclusione, una piacevolissima serata che è servita a riflettere su una terra sfortunata, ma che sa esprimere grandissimi prodotti.

Altri assaggi al Vinitaly

Dopo i primi assaggi, ecco un’altra lista di cosa mi è particolarmente piaciuto:
Gulfi: Nerojbleo 2006, NeroSanLorenzo 2005 e NeroBaronj 2005 (questo veramente notevole)
Poggio di Sotto: Rosso di Montalcino 2006 (da commuoversi), Brunello di Montalcino 2004
Le Macioche: Rosso di Montalcino 2007 e Brunello 2003
Vajra: avevo già assaggiato i Barolo ed i Barbera poche settimane fa, quindi mi sono dato agli ottimi Dolcetto 2008, al Riesling 2008 e alla Friesa Kié 2005
Ar.pe.pe. :splendido il Rocce Rosse 1997, e molto buono il Sassella 2004
Civielle: Chiaretto 2008 Pergola, veramente rinfrescante e piacevole
Villa Petriolo: Chianti Rosae MnemoSis 2007 e L’imbrunire 2008
Tenuta di Fessina: Nakone 2007, Il Musmeci 2007 ed Erse 2008
Cecchetto: Santerosso 2007 e Raboso Passito
La Bellanotte: Malvasia Istriana 2008 e Conte Lucio 2008
Waldgries: Sauvignon 2008 (bono, bono e bono)
Gumphof: Gewurtztraminer 2008
Kofererhof: Kerner 2008 e Veltliner 2008
San Leonardo: Villa Gresti 2004 e San Leonardo 2004 (notevolissimo!!!)
Bonotto delle Tezze: Raboso del Piave 2005, Chardonnay 2008 e Raboso Passito
Berlucchi: Franciacorta Extreme
Ippolito 1845: Ripe del Falco 1997 (elegantissimo) e Gemma del Sole 2005

Al post successivo le considerazioni sugli incontri ed il clima del Vinitaly 2009