Tasting Panel Zonin: Astraio

Astraio - Rocca di Monte MassiCi voleva un tasting panel per aggiornare Wino. Purtroppo gli ultimi due mesi lavorativi sono stati veramente pieni con pochissimo tempo libero, ovviamente dedicato alla famiglia.

Ma l’arrivo della bottiglia di Francesco Zonin, mi ha obbligato all’assaggio e quindi alla recensione (lavoro per niente ingrato).

Tocca questa volta a Astraio della Tenuta Rocca di Montemassi, in zona Maremma (Toscana).

Il vitigno non direi che sia tipico, visto che si tratta del francesissimo Viogner, che negli ultimi anni comincia anche ad essere vinificato in Italia.
La mia esperienza su questo vitigno è molto limitata, giusto qualche francese e qualche esperimento siciliano non di troppo successo.

Passiamo all’Astraio.
Il colore è un bianco carta brillante. Al naso colpisce per i frutti tropicali ed una nota minerale che dona un tocco di eleganza. In bocca una buona freschezza, ma la mineralità del naso quasi scompare al gusto (un peccato).

Non completamente equilibrato, ma sicuramente piacevole.
Un vino che complessivamente è piaciuto anche agli altri commensali.

Grazie Francesco.

Vini abruzzesi per l’Abruzzo. Come è andata?

Vi avevamo detto della serata di degustazione dedicata ai vini abruzzesi per raccogliere fondi per gli orfani dell’Istituto Sacro Cuore di San Gregorio di L’Aquila.

I vini abruzzesi in degustazione

Nonostante il nubifragio che si è abbattuto su Milano negli ultimi due giorni e che ha tenuto lontano qualche partecipante, non possiamo lamentarci.
Sono stati raccolti 522 Euro che stamattina sono stati inviati tramite bonifico all’orfanotrofio.

Ed i vini? Decisamente buoni. Certo avevamo dei campioni di razza (Valentini, Pepe, Masciarelli), ma anche gli altri vini (di Farnese, Illuminati, eccetera) si sono difesi benissimo.

Personalmente mi è piaciuto molto in bocca il Montepulciano 2000 di Emidio Pepe (peccato che al naso, anche se aperto da circa 9 ore, l’odore non fosse proprio piacevole). Il Montepulciano 2001 di Valentini , elegante ma anche con una leggerissima rifermentazione in bottiglia. Il Montepulciano Marina Cvevic 2004 di Masciarelli era forse più equilibrato dei primi due, ma forse anche quello che si discostava di più dall’idea di Montepulciano che i primi due vini esprimevano.

A molti è poi piaciuto anche il  Montepulciano d’Abruzzo DOCG Terre Teramane 2004 di Farnese ed il Zanna Riserva 2005 di Illuminati.

Tra i bianchi, non avendo stappato il Trebbiano di Valentini, è piaciuto molto il Pecorino 2007 di Illuminati.

In conclusione, una piacevolissima serata che è servita a riflettere su una terra sfortunata, ma che sa esprimere grandissimi prodotti.

Altri assaggi al Vinitaly

Dopo i primi assaggi, ecco un’altra lista di cosa mi è particolarmente piaciuto:
Gulfi: Nerojbleo 2006, NeroSanLorenzo 2005 e NeroBaronj 2005 (questo veramente notevole)
Poggio di Sotto: Rosso di Montalcino 2006 (da commuoversi), Brunello di Montalcino 2004
Le Macioche: Rosso di Montalcino 2007 e Brunello 2003
Vajra: avevo già assaggiato i Barolo ed i Barbera poche settimane fa, quindi mi sono dato agli ottimi Dolcetto 2008, al Riesling 2008 e alla Friesa Kié 2005
Ar.pe.pe. :splendido il Rocce Rosse 1997, e molto buono il Sassella 2004
Civielle: Chiaretto 2008 Pergola, veramente rinfrescante e piacevole
Villa Petriolo: Chianti Rosae MnemoSis 2007 e L’imbrunire 2008
Tenuta di Fessina: Nakone 2007, Il Musmeci 2007 ed Erse 2008
Cecchetto: Santerosso 2007 e Raboso Passito
La Bellanotte: Malvasia Istriana 2008 e Conte Lucio 2008
Waldgries: Sauvignon 2008 (bono, bono e bono)
Gumphof: Gewurtztraminer 2008
Kofererhof: Kerner 2008 e Veltliner 2008
San Leonardo: Villa Gresti 2004 e San Leonardo 2004 (notevolissimo!!!)
Bonotto delle Tezze: Raboso del Piave 2005, Chardonnay 2008 e Raboso Passito
Berlucchi: Franciacorta Extreme
Ippolito 1845: Ripe del Falco 1997 (elegantissimo) e Gemma del Sole 2005

Al post successivo le considerazioni sugli incontri ed il clima del Vinitaly 2009

Primi assaggi al Vinitaly

Primi assaggi al Vinitaly. Dal Brunello Bramante 2004 di Podere San Lorenzo, ai Barbaresco dei Produttori del Barbaresco (ottimo il Rio Sordo 2004), per passare dai Barolo di Mascarello (eccellente il Cà Morisso 2001, ma che prezzo!!!), ed ai Barbaresco di Rizzi (buona tutta la produzione, ma in particolare Nervo-Fondetta 2005 e Rizzi-Boito 2005)

Ma siamo anche in diretta dallo stand Berlucchi

Verticale Capo di Stato 1997-2007

Avrete capito che ho un debole per le verticali, dopo quella dello chardonnay di Planeta, tocca ad un vino “storico”, ma in alcuni casi poco conosciuto.
Parliamo del Capo di Stato di Conte Loredan Gasparini – Venegazzù, uno dei primi tagli bordolesi italiani ad aver successo fuori dai nostri confini nazionali.
Il vino nasce nell’Alto Trevigiano da un’assemblaggio tra Cabernet- Sauvignon, Cabernet-Franc, Merlot ed una piccola percentuale di Malbech.
In degustazione altri vini della casa, tra cui spiccano la novità Merlot  Falconera 2007, molto equilibrato e piacevole ed il Venegazzù della casa 2005.

Tornando al Capo di Stato veniamo alle annate degustate.
Saltata la 2007 (campione di botte), il 2006 si presenta un pò chiuso al naso ed acerbo in bocca.
Il 2005 ha una grandissima struttura, forse troppa. Sicuramente tra un paio d’anni sarà un grande vino.
Il 2004 al naso non è pulitissimo, ma in bocca è elegante, piacevole e con una buona persistenza.
Il 2003 è il più pronto tra quelli assaggiati.
Il 2002 al naso non impressiona, ma in bocca ha un’ottima bevibilità e freschezza.
2001 non prodotto.
Il 2000 da l’impressione di essere un pò “seduto”. Non spicca per freschezza, ne per intensità.
Il 1999 denuncia al naso qualche imperfezione, in bocca è corretto, ma non impressiona.
Il 1998 è veramente notevole, abbastanza elegante al naso, con note  evolute e complesse, è ancora meglio in bocca.
Il 1997 riesce a superare il 1998. Molto complesso sia al naso che in bocca. Mantiene ancora una buona freschezza ed una lunga persistenza. Veramente elegante e bevibile.

In conclusione, un’ottima occasione per valutare  questo taglio bardolese di origine veneta, che soprattutto nelle annate più vecchie ha dimostrato un’eccellente tenuta.

Verticale Chardonnay Planeta a ItaliaVini2009

Nell’ambito di ItaliaVini2009 organizzato dalla rivista Civiltà del bere alle Officine del Volo a Milano (location veramente bella), abbiamo potuto partecipare alla verticale dello Chardonnay di Planeta. L’opportunità ci è stata offerta semplicemente perchè iscritti al Planeta Club, che ha messo a disposizione 10 ingressi gratuiti per la verticale.

Le annate proposte sono state 2007 – 2006 – 2000 – 1996 presentate da Francesca e Francesco Planeta.
Il 2007 esprime tutta la forza dell’annata più recente, con un legno ancora non completamente integrato, ma con al naso l’inconfondibile profumo mieloso dello chardonnay di Planeta. In bocca abbastanza fresco. Nel 2006 persiste il miele, ma con una struttura in bocca più decisa.
Il 2000 appena versato rimane un attimo chiuso, ma dopo una ventina di minuti sbaraglia la concorrenza, compreso un ancora abbastanza integro 1996. La complessità al naso del 2000 è veramente notevole, con profumi di agrumi, mela e molto presente la sensazione marina dell’iodio.
Il 1996 ha ancora qualcosa da dire, anche se comincia ad essere un vino bianco evoluto. Al naso profumi di nocciola, insieme a sensazioni salmastre. In bocca colpisce ancora per la sua freschezza che lo rende molto piacevole.

Un grazie a Planeta ed al suo Planeta Club!

Tasting list Zonin

Come già scritto in altre occasioni, uno degli strumenti  più diretto ed immediato per un’azienda è organizzare una degustazione di un proprio vino tra gli appassionati.
Internet è probabilmente il modo migliore per organizzarla,  sia in termini di tempo, sia di efficacia e di ritorno di feedback.

E così, dopo le esperienze precedenti di Poggio Argentiera, tocca a un “grosso calibro” del panorama vinicolo italiano:  Zonin.
Francesco Zonin si è buttato a capofitto nell’avventura online con il suo blog “Wine is Love” e tra le tante iniziative è partita anche la “tasting list“.

E così, anche al sottoscritto è  arrivato il primo vino:  Primitivo di Manduria DOC 2006 Altemura di Altemura della Masseria Altemura.

Altemura di Altemura Primitivo di Manduria 2006

Altemura di Altemura Primitivo di Manduria 2006

Il “tasting list” è stata anche occasione di co-brand, con la confezione della spedizione che è stata curata ed offerta da  EWSP.

La stessa conteneva la scheda del vino, una lettera di presentazione dell’iniziativa di Francesco e del vino fatta dal suo enologo.
Sicuramente già questo un  ottimo modo per comunicare con un appassionato.

Passiamo al vino.

Degustato insieme alla moglie, altra appassionata.
Appena aperto, al naso non è pulitissimo, ma basta un minuto perchè non rimangano profumi spiacevoli. L’intensità è elevata con sentori netti di affumicato e frutti rossi molto maturi. Il colore è quello che ci si aspetterebbe da un Primitivo di Manduria, scuro ed intenso,  sull’unghia si notano bellissimi riflessi rosso rubino.
In bocca sei pronto ad aspettarti un “vinone“,  inteso come pieno e complesso.
In realtà l’ingresso in bocca è come te lo aspetti, ma l’impatto successivo no e la persistenza non è lunghissima.
La complessità gustativa rimane lievimente inferiore alle attese.
In conclusione, nessun difetto, molto interessante al naso, ma non altrettanto in bocca.
Da l’impressione di voler essere un vino di struttura, ma allo stesso tempo non troppo “pesante”, ma non sembra raggiunga l’obiettivo.

Comunque complimenti a Francesco, per averci proposto un vino sicuramente non facile.
Siamo curiosi di sapere come avranno trovato il vino gli altri appassionati.

Fornovo è sempre Fornovo

Penalizzato da un forte raffreddore, non mi sono goduto appieno la mezza giornata passata a Fornovo a Vini di Vignaioli. Ed è stato un vero peccato, perchè il livello qualitativo è di anno in anno sempre più alto. Merito delle annate proposte? Sicuramente, ma forse anche di una maggiore capacità dei produttori stessi, che in occasioni come queste si scambiano opinioni e suggerimenti.

Visto il poco tempo a disposizione sono riuscito a degustare più bianchi che rossi.
Tra i francesi, sempre molto buono il Bianco Gentile ed il Vermentino di Arena(anche se con prezzi non proprio economici), il Muscat Sec di Petit Domaine De Gimis, Riesling 2007 e Gewurztraminer Vendemmia Tardiva 05 di Binner, l’Aligote 2007 di Sabre, i grandissimi vini de I Clivi: Brazan 04, Galea 04, Malvasia 06, Galea 99, Galea 97, piacevole il 05 e 06 di Denavolo, grandissimi tutti gli Champagne di Francis Boulard, in particolare il Nature, il Picolot di Sara (sempre ottimo) , interessante il sardo Altea Bianco a base di Sibiola.
Tra i rossi interessante il Vei Rosso Asciutto 04,05 e 06 di Pradarolo, veramenti buoni i vini di Domaine De Gressac, con un Gressac Classic 2006 dall’ottimo rapporto qualità prezzo; Dolcetto e Barbera I Tre Poggi, Rosso 2006 di Stella di Campalto, Rosso 2006 notevolissimo di Campi di Fonterenza, che hanno presentato anche il loro primo Brunello 2004. Ottimi i due siciliani Frappato e Nero d’Avola di Occhipinti, così come il Valpolicella di Villa Bellini, senza dimenticare un ottimo Olive 2006 del mitico Pino Ratto che in questa annata ha prodotto un Dolcetto favoloso.

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Giornata Champagne 2008

Non di solo web si vive, quindi ieri sera abbiamo fatto una scappata veloce alla Giornata Champagne 2008, organizzata dal CVIC (Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne ) presso il Palazzo del Ghiaccio di Milano (completamente ristrutturato e dedicato ad ospitare manifestazioni).

Presenti gli amici di La Flute con gli champagne di Fleury, così come altri appassionati e moltissimi operatori, a dimostrazione di come un evento simile sia di interesse per il mondo produttivo milanese, ma non solo.

In degustazione tre tipologie di Champagne per ogni produttori, solitamente un base, un rosè ed un millesimato.

Diversi assaggi, tra questi molti base veramente notevoli, mentre molti millesimati erano personalmente troppo ricchi di liquer.

Tra i base: Guy Charlemagne Brut Reserve BdB Grand Cru, Henri Abelé Brut, Roland Champion Carte Blanche BdB Grand Cru, Delamotte BdB No Vintage, Fleury Brut Carte Rouge, Francois Bedel Entre Ciel et Terre (forse il miglior base tra quelli assaggiati), Jacquesson Cuvée N732 Brut, Henriot Blanc Souverain.

Tra i millesimati, grandissimo equilibrio, bevibilità ed un’ottima complessità per il Charles Heidsieck Blanc des Millénaires 1995, poi interesanti e piacevoli il Guy Charlemagne Mesnillésime Grand Cru 2002, Roland Champion Special Club BdB Grand Cru 2002, Henriot Cuvée des Enchanteleurs 1995.

Note organizzative
Positive: ottima location con ampi spazi, servizio pane ed acqua sempre efficiente, vini sempre a temperatura
Negative: Attesa prolungati per i calici e possibilità di avere solo la flute come calice (ad un evento come questo ci si aspetterebbe almeno altri tipi di calici o perlomeno una scelta)

Grande successo per il tasting panel di Poggio Argentiera

Avevamo parlato dell’avvio del TASTING PANEL di Gianpaolo Paglia di Poggio Argentiera, basato sull’invio di vini a molti personaggi della blogosfera e non solo.

A vedere i risultati, ma manca ancora un giorno, penso che Gianpaolo possa essere solo contento.

Tantissimi commenti, quasi tutti positivi e con i negativi che probabilmente risulteranno i più utili.

Anche noi abbiamo partecipato (ci manca ancora un vino che assaggeremo stasera).

Alcuni vini ci sono piaciuti più di altri, ma l’accento va posto sul modo di comunicare di Poggio Argentiera.

Una comunicazione bidirezionale, in cui i degustatori possono dire quello che pensano, senza censure, che crea un archivio a disposizione di tutti, con uno storico di valutazioni che può aiutare anche i futuri acquirenti, quindi con una valenza economica non di poco conto.