Fotogallery da Vinitaly, altro blocco
Chianti Classico 2007 Castello d’Albola
Radda in Chianti è uno di quei paesi piccolissimi (non più di 1600 abitante) che sono indiscutibilmente legato ad un prodotto: il Chianti Classico.
Castello d’Albola è un’azienda storica, che con il millesimo 2007 propone un uvaggio di sangiovese e canaiolo.
Il colore è di un bel rosso rubino, non troppo carico, proprio come ci si aspetterebbe da un Chianti Classico.
Al naso all’inizio rimane non troppo intenso, ma elegante. Il meglio di se lo da in bocca con una bella freschezza. Non lunghissimo, ma veramente piacevole. Difficilmente stanca, soprattutto se abbinato a piatti saporiti.
Vinitaly 2011: foto
Vinitaly 2011, protagonisti il caldo e i telefoni che non funzionano
Vinitaly 2011 sarà probabilmente ricordato come uno dei più caldi, alle 18 il termometro segnava 32 gradi. Forse è colpa del caldo se la rete cellulare era completamente satura e non permetteva quasi di chiamare dalle 11 alle 16. Figuriamoci utilizzare servizi come twitter, facebook o foresquare…
Il fattore caldo ha influenzato le degustazioni, facendo preferire i bianchi rispetto ai rossi.
Comunicare se stessi con il territorio: il nuovo sito Planeta
Il concetto di comunicare i propri vini o la propria azienda con il proprio territorio non è certo innovativa. Ma solitamente è più un discorso di testi, parole e immagini che cercano di descriverlo, enfatizzandone i pregi o le difficoltà, anteponendo comunque un filtro all’occhio dello “spettatore”.
E se un filtro non ci fosse? Se il territorio lo si mostrasse così com’è?
E’ l’idea che il nuovo sito di Planeta porta con sé.
Mostrare in home page non una foto d’artista, perfettamente bilanciata nei colori, nella luminosità e nel contrasto, ma il proprio territorio nella sua realtà.
Come? Attraverso una fotocamera digitale con vista su una delle tenute Planeta, che scatta una foto ogni 3 ore e, tramite connessione wireless, invia la foto, senza alcun ritocco o intervento, direttamente sull’homepage.


Idea semplice, ma molto efficace per comunicare grazie al proprio territorio.
Ma il nuovo sito Planeta non è solo l’home page. Tutta l’impostazione dei contenuti interni segue lo stile lanciato in home page, con ampi spazi lasciati alle fotografie e ai testi.
Ottima anche l’idea di evidenziare l’accesso alle due sezioni principali: AZIENDA e VINI.
Interessante la sezione vini, anche se non semplicissima da capire cosa sia cliccabile e cosa no. Leggermente più confusa l’area News, anche se ricca di informazioni e con uno stile sicuramente originale.
La ricchezza di immagini e di funzioni all’interno delle pagine rallenta il caricamento delle stesse, ma ci sembra comunque un buon compromesso tra espressività e funzionalità.
In conclusione ci sembra un’approccio molto valido soprattutto per un’azienda vinicola.
91, 81, 71. Estrazione del lotto? No, Champagne Corbon
Che sono un amante dello champagne, è difficile negarlo. E certe serate mi danno piena conferma del grande vino che i nostri cugini francesi riescono a produrre.
Se poi prendiamo la Famiglia Corbon di Avize (forse la zona dello Champagne in cui lo chardonnay da il meglio di se), non possiamo che avere conferma.
E così capita di ritrovarsi al Ristorante La Brisa in centro Milano a conoscere il Sig. Corbon e figlia (Claude e Agnès) e degustare insieme a loro le ultime uscite e qualche chicca.
Si parte con l’Absolute Brut (non dosato, 60% chardonnnay, 25% pinot nero, 15% pinot meunier). Naso citrico, un po’ monotono. In bocca una bella acidità, non lunghissimo, ma con un’ottima sensazione che mette voglia di riassaggiarlo. Perfetto per l’aperitivo.
Tocca poi al Brut d’Autrefois (80% chardonnnay, 20% pinot nero, da cuvée perpetua). Naso irruento, all’inizio con poca complessità, ma che con il passare dei minuti si ampia. In bocca è caldo ed avvolgente. L’ottima acidità e la lunghezza in bocca ne fanno proprio un bel vino.
Chardonnay 2002. Al naso è ricco e complesso, la liquer si sente, ma non sovrasta. In bocca è deciso, elegante anche se meno fresco dei primi due.
Tocca poi ad un trittico di “vecchietti”: Chardonnay 1991, naso non pulitissimo (con sentori di salamoia). In bocca buono l’ingresso, ma un po’ squilibrato.
Chardonnay 1981: forse una parola rende l’idea: capolavoro. Naso appena un pò evoluto, ma complesso, con mille sentori. In bocca è freschissimo, lungo e persistente. Semplice e complesso nello stesso tempo. Grandissimo champagne
Chardonnay 1971 Al naso non è pulito, con sentori non proprio piacevoli. In bocca decisamente migliore, sapido e secco. Interessante e difficile.
Se alla fine aggiungiamo poi la passione con cui la famiglia Corbon illustra i propri “figli” e spiega gli esperimenti ed i tentativi di migliorarsi sempre, allora diventa chiaro come possono nascere grandi vini.
Sorgente del vino Live 2011
Gran bella manifestazione l’appena conclusa Sorgente del Vino Live, svoltasi ad Agazzano (PC).
Merito sicuramente di diversi fattori:
- ottimi produttori
- la bellissima Rocca di Agazzano
- una giornata di sole che non guasta mai
Ottimo l’afflusso di pubblico, con qualche problema di congestione nelle sale a pian terreno e meno a quelle del primo piano (ma tutto assolutamente vivibile).
Le foto di domenica 6 marzo 2011
Tra i vini da segnalare:
- Gli Eremi 2008 di La Distesa
- Pecorino 2010 di Fiorano
- Ribolla 2007 di Princip
- Chianti Classico 2008 di Badia a Coltibuono
- Senti oh! 2010 (ansonica) di Fontuccia (Isola del Giglio)
- Cataratto 2007 di Porta del Vento
- Maque 2009 di Porta del Vento
- Rocca Barbera 2007 e 2004 di Castello di Agazzano
- Collio 2005 di Terpin
- Pignol 1999 di Bressan
- Ultimi raggi 2004 di Ar.pe.pe.
- Sol (moscato) 2006 di Cerruti
- Brunello 2006 di Pian dell’Orino
- Barbera Sottosera 2007 di Andi Fausto
Il taccuino da degustazione
L’età avanza e la memoria non è certo il mio forte. Così ad ogni degustazione che si rispetti ho sempre cercato di portarmi dietro un taccuino dove trascrivere le note dei vini che più mi colpiscono. Non solo per ricordarmi dei vini, ma anche per il piacere a distanza di tempo di rileggere quelle pagine un po’ sgualcite (ed anche macchiate di vino).
Ovviamente a seconda del tipo di evento, corrisponde il taccuino adatto. Se seduti e serviti, preferisco più che un taccuino un bel block notes in formato A5 o A6, ma se c’è da stare in piedi, girare tra stand e in mezzo alla folla, allora il classico taccuino è indispensabile.
Quasi sempre uso una Moleskine, ma ha lo svantaggio che le righe sono poco evidenti e nel marasma è più facile scrivere storto che dritto.
E così l’uscita di un nuovo taccuino dedicato alla degustazioni non può che attirarmi. In questo caso si tratta di un prodotto Quo vadis. Utile l’idea di avere una parte dell’agenda suddivisa per tipologia di vini (rossi, bianchi, spumanti, ecc.), ma importante anche quella libera, dove poter trascrivere note al volo o appunti misti.
Wineshop.it, intervista a Andrea Gaetano Gatti
Per la rubrica Dieci domande a… questa volta tocca a Andrea Gaetano Gatti della storica enoteca online Wineshop.it.
Dal 1999 uno dei punti di riferimento per chi vuole acquistare vino online.
Enoteca internet 100% che non nasce come emanazione di un’enoteca fisica, ma solo online.
1. Da dove nasce il tuo amore per il vino?
… e pensare che quando ero studente mi piaceva la birra! Al punto che collezionavo tutte le etichette delle bottiglie bevute. Poi un giorno decisi di frequentare un corso per sommelier e da lì nacque la passione per il vino.
Al primo corso ne seguirono altri e la birra fu presto dimenticata! Insieme con gli amici iniziai a girare per cantine, ed era sempre una nuova scoperta. Ricordo ancora la prima volta che mi recai al Vinitaly di Verona: mi sembrava di essere entrato in

un grande parco di divertimenti, devo dire che ne uscii abbastanza provato ma molto felice! Piano, piano la passione per il vino prese il sopravvento e un giorno, mentre in piscina, mi venne in mente di aprire un sito di e-commerce sul vino. Quello che era nato quasi come un gioco divenne poi una cosa seria, tanto è vero che ad un certo punto decisi di fare il grande passo e lanciarmi in una avventura che mi avrebbe cambiato la vita.
Allora ero dirigente d’azienda in una grande multinazionale. Fortemente sconsigliato da amici e familiari presi la decisione di lasciare il mio, molto ben retribuito, lavoro di ingegnere per dedicarmi a tempo pieno alla Wineshop.it. E la vita effettivamente mi è cambiata … in meglio!
2. Qual’è la prima cosa che ti ricordi aver fatto quando ti sei collegato ad internet?
Parliamo del 1996 o giù di lì, in Italia internet era qualcosa di misterioso, disponibile soltanto presso alcune aziende che lavoravano nel settore. Ricordo che c’era un mio collega che mi invitò a navigare sul suo computer. Il fine settimana prima ero stato ad una gara di aquiloni e decisi di fare un ricerca, con mia grande sorpresa trovai un sito americano che vendeva aquiloni online! Rimasi decisamente colpito e … acquistai un aquilone!
Parliamo di Wineshop.it
3. Cosa è cambiato nella vendita del vino online dal 99 a oggi?
Quando abbiamo aperto Wineshop.it a novembre del 1999 c’era soltanto un altro sito italiano che vendeva vino online (Vinoplease, che nel frattempo è scomparso), ora ce ne sono centinaia. Quando presentavamo Wineshop.it ai produttori non capivano di cosa stessimo parlando! I nostri primi clienti erano dei veri e propri pionieri, persone non soltanto appassionate di vino ma anche delle nuove tecnologie. La pubblicità a pagamento sui motori di ricerca era ancora da venire. Per farsi conoscere allora bastava inviare una email di presentazione ai portali. Oggi il mercato è più maturo, non basta improvvisarsi venditori online per avere successo, bisogna lavorare con passione e serietà, come credo noi stiamo facendo.
4. Wineshop.it non è cambiato molto da punto di vista grafico e dell’interfaccia. Scelta o necessità dovuta al mantenimento dei costi?
Quella attuale è la seconda versione del nostro sito ed è stata concepita dopo un lavoro certosino durato più di un anno e basato sull’esperienza fatta con la prima versione. La grafica volutamente semplice ed il processo di acquisto ottimizzato ci hanno dato ottimi risultati. Forse per questo, anche se in effetti sono passati alcuni anni, siamo stati fino ad oggi riluttanti a cambiare grafica ed interfaccia, preferendo invece investire nel servizio ai clienti e nell’ampliamento della lista dei prodotti: tutti i mesi aggiungiamo nuovi vini e siamo uno dei pochi siti ad avere un magazzino di proprietà dove sono stoccati tutti i prodotti che mettiamo in vendita. In ogni modo, dato che non si può rimanere fermi troppo a lungo, quest’anno abbiamo iniziato a definire le specifiche per un sito completamente nuovo sia dal punto di vista grafico ma soprattutto dal punto di vista funzionale.
5. Quante persone coinvolge Wineshop.it?
Dipende dal periodo dell’anno, ma generalmente tre persone (compreso il sottoscritto).
6. Quali i periodi dell’anno in cui sono maggiori e minori gli acquisti?
Ottobre, novembre e dicembre sono i mesi dell’anno dove vendiamo di più (a dicembre 2010 abbiamo segnato il nostro record assoluto in termini di fatturato), agosto è il mese dove vendiamo di meno
7. I produttori sono pronti per internet, o preferiscono ancora l’off-line?
A parte poche eccezioni, in generale i produttori ancora non hanno capito pienamente le potenzialità di Internet, approcciano l’online come farebbero con un qualsiasi altro canale di vendita tradizionale e sono scettici sui risultati. Peccato, perché con quei produttori più “illuminati” abbiamo ottenuto degli ottimi risultati. Come ad esempio con Elena Walch che ha affidato a noi in esclusiva la vendita online e con cui abbiamo fatto un accordo per proporre i vini al prezzo di cantina, ossia alla stesso prezzo a cui vengono venduti presso lo spaccio aziendale. Con il vantaggio di non doversi recare in Alto Adige!
8. Il magazzino. Come ottimizzate la necessità di avere alte referenze e bassi costi di immobilizzazione?
Come ti dicevo la disponibilità dei prodotti sul sito rispecchia in tempo reale le effettive giacenze del nostro magazzino. Tutto ciò ha un costo non indifferente ma crediamo che il servizio che siamo in grado di fornire ai nostri clienti giustifichi il costo: tutti (e dico proprio tutti) gli ordini pervenuti prima delle ore 20:00 vengono spediti il giorno successivo!
9. Se potessi eliminare un vincolo della vendita online di vino, cosa preferiresti: numero minimo di bottiglie, costi di consegna, evitare leaccise per la vendita all’estero?
Senza dubbio eliminerei i costi di consegna che purtroppo in Italia (a differenza di altri paesi come la Francia) sono ancora molto alti. Considera che per tutti gli ordini che superano i 99 euro siamo noi ad accollarci i costi di spedizione. E lo facciamo per tutto il territorio italiano, Sardegna e Sicilia comprese.
10. Uno dei primissimi siti in Italia a vendere vino. Dopo più di dieci anni, rifaresti l’esperienza?
E me lo chiedi?! Cosa c’è di meglio che guadagnarsi da vivere assecondando la propria passione?!
Vendere online vino italiano all’estero onestamente. Impossibile!
Forse pochi sanno che vendere online vino ad un privato residente in un paese estero, anche intracomunitario è praticamente impossibile. Tutta colpa delle accise. Ma per capire meglio vi consiglio questo post di Giuseppe Carlucci su Vinix.

Poi nella consuetudine sono tante le enoteche online che vendono all’estero, ma il rischio e le sanzioni sono di certo non banali.
Ha senso tutto ciò nel 2011? Non dico che non abbia senso dal punto di vista di uno Stato imporre delle tasse su determinati prodotti, ma fare in modo che la riscossione delle stesse impedisca l’attività economica e quindi la generazione dell’imposta stessa mi sembra abbastanza “tafazziano”.






















































