Scegliere i vini per un’enoteca online

Ghiotta occasione, quella offerta dallo staff di DoYouWine?, di partecipare ad una sessione di degustazione per la scelta dei vini da vendere online. E che vini!

Nella prima batteria protagonisti 3 Barolo e 3 Barbaresco, nella seconda solo Barolo provenienti da i Cru di La Morra. Tutti degustati alla cieca.
Tra i miei preferiti: Barbaresco Prinsi Gallina 2006, Barolo Cavalier Bartolomeo Cannubi San Lorenzo 2007, Barolo Accomasso Rocche 2005, Barolo Bricco Rocche Brunate 2007.

Federico Ceretto ha fatto le veci del padrone di casa, nella splendida cantina Ceretto ad Alba, illustrandoci i motivi e le scelte di aprire un’enoteca online di soli vini piemontesi, cercando di trovare il giusto mix tra cantine conosciute ed esordienti.

E così la degustazione è stata utile sia per provare vini che già conoscevano, ma di cui si voleva anche una conferma da palati “esterni”, dall’altra provare vini completamente nuovi anche per loro.
Un’esperienza molto interessante, che soprattutto fa capire quanto lavoro reale ci sia anche dietro un’enoteca virtuale.
Anche perché una cosa è vendere un vino dal “vivo”, spiegando la filosofia del produttore, rispondendo a delle domande o addirittura facendolo assaggiare.
Altra cosa è proporlo online, dove l’esperienza è sicuramente diversa, ed il contatto con il vino venduto avviene direttamente a casa del Cliente.
Tutti aspetti questi da tenere a mente nella scelta di un vino e nella sua proposizione in versione digitale.

Langhe. Sempre Langhe

Museo del Cavatappi a Barolo

Museo del Cavatappi a Barolo

Dopo uno splendido week-end nelle Langhe, mi verrebbe voglia di tornarci al più presto.

Sarà stata la nebbia che creava un’atmosfera unica, il silenzio dei borghi o  la passione dei produttori che abbiamo incontrato (la famiglia Dellapiana di Rizzi o Luciano Pira di Schiavenza , per citarne due).

Trovarsi a bere Barbaresco e Barolo con dei neofiti è una bella esperienza. Ti aspetti che possano non apprezzarli perchè vini “difficili” ed invece scopri che sono loro i primi che assaggiando cru diversi, si accorgono delle differenze.
Partiti con la “paura” di aver a che fare con i mostri sacri dell’enologia italiana, torni a casa con la certezza di aver fatto comprendere perchè questi vini sono un patrimonio delle nostre terre.

 

Vini di Langa, difficile che passino inosservati.