Comunicare se stessi con il territorio: il nuovo sito Planeta

Il concetto di comunicare i propri vini o la propria azienda con il proprio territorio non è certo innovativa. Ma solitamente è più un discorso di testi, parole e immagini che cercano di descriverlo, enfatizzandone i pregi o le difficoltà, anteponendo comunque un filtro all’occhio dello “spettatore”.

E se un filtro non ci fosse? Se il territorio lo si mostrasse così com’è?

E’ l’idea che il nuovo sito di Planeta porta con sé.
Mostrare in home page non una foto d’artista, perfettamente bilanciata nei colori, nella luminosità e nel contrasto, ma il proprio territorio nella sua realtà.
Come? Attraverso una fotocamera digitale con vista su una delle tenute Planeta, che scatta una foto ogni 3 ore e, tramite connessione wireless, invia la foto, senza alcun ritocco o intervento, direttamente sull’homepage.
Planeta

Idea semplice, ma molto efficace per comunicare grazie al proprio territorio.

Ma il nuovo sito Planeta non è solo l’home page. Tutta l’impostazione dei contenuti interni segue lo stile lanciato in home page, con ampi spazi lasciati alle fotografie e ai testi.

Ottima anche l’idea di evidenziare l’accesso alle due sezioni principali: AZIENDA e VINI.

Interessante la sezione vini, anche se non semplicissima da capire cosa sia cliccabile e cosa no. Leggermente più confusa l’area News, anche se ricca di informazioni e con uno stile sicuramente originale.

La ricchezza di immagini e di funzioni all’interno delle pagine rallenta il caricamento delle stesse, ma ci sembra comunque un buon compromesso tra espressività e funzionalità.

In conclusione ci sembra un’approccio molto valido soprattutto per un’azienda vinicola.

Fidelizzare i clienti: il caso Planeta Club

Bella iniziativa di Planeta che attraverso l’iscrizione al Planeta Club ed al ricevimento della newsletter relativa permette agli iscritti di poter acquistare le vecchie annate dell’azienda.

E così, tra i diversi vini, potreste scegliere un Alastro 1996 o un Cometa 2001. Se vi piace lo Chardonnay meglio il 96, il 99, il 2000 o il 2001?

Se poi avete la passione per i rossi, allora potreste buttarvi su Syrah o Merlot 99, oppure andando ancora più indietro un Cabernet Sauvignon 1997.
Ma queste sono solo una parte delle bottiglie a disposizione, a riprova della serietà dell’offerta che permette di acquistare direttamente in cantina alcune bottiglie che hanno fatto la storia dell’azienda e con la garanzia di un’ottima conservazione.

Ma a parte la promozione, è importante notare come il Planeta Club non sia un bella vetrina online che poi non vive, come tanti altri “club” di altre cantine italiane. Al contrario questa è una delle tante iniziative che mensilmente raggiungono gli iscritti via email.

Planeta non è certo l’unica azienda, anche l’Enoteca di Barone Ricasoli ha attivato un Club che mensilmente invia offerte di vini di annate diverse.

Un’ottimo strumento per creare relazione con i propri clienti, con un costo relativamente basso e che può dare ottimi ritorni, se non di vendita, almeno di immagine.

Un’esempio da seguire.

Classifiche…

Con colpevole ritardo ho letto la classifica delle migliori cantine italiane sul web secondo Winenews.
Fiorenzo ha già detto molto in un suo post, ma ho provato a fare un ricerca indiretta su questi “fantastici” siti, vedendo come erano posizionati per la ricerca più standard che si possa fare:

Ho cercato la parola “vino” su Google in versione italiana.

Ben 39.900.000 risultati (avete letto bene, anche se sul numero di risultati di Google non farei troppo affidamento, rimane comunque un bel numero.

Nelle prime 3 pagine di risultati non compare nessuna cantina italiana, ma tanti siti che parlano o vendono vino.
Alla quarta pagina ecco arrivare la prima cantina, la piemontese Terredavino.

Complimenti! Accedo al sito, bruttarello, ma con un html pulito e senza tanti frontoli.

Continuo a scorrere le pagine, ma arrivato alla decima ancora nessuna traccia di una delle cantine prime classificate.

Vabbeh, sono cantine famose, nella maggior parte dei casi ci si arriva direttamente.
Vero anche questo.

Al primo posto Santa Margherita e devo dire che sono d’accordo, soprattutto dopo il restyling dell’ultimo anno che ha ripulito l’home page che era diventata caotica.
Segue Planeta, che una volta eliminata la start page in flash, rimane un buon/ottimo sito (anche se soffre di una home page non certo chiara).
Donnafugata stessi pregi e difetti di Planeta.
Su Tasca d’Almerita non si discute che sia molto curato lato grafico, ma poi? Non posso aggiungere ai preferiti nessuna pagina, la finestra del sito mi occupa tutto lo schermo e non posso utilizzare la funzione “indietro” del browser. E soprattutto provate a cercare su un qualsiasi motore di ricerca uno dei suoi vini, per esempio “Regaleali nero d’avola”. Nei primi 100 risultati di google non compare mai il sito…
Per Arnaldo Caprai va un filo meglio se cerchiamo un suo vino, “Sagrantino Collepiano” porta sul sito “solo” alla seconda pagina di risultati.
Poi Bastianich, sito solo in inglese, ma in cui soprattutto mancano le schede vini.

Alla faccia dei migliori siti delle cantine in Italia…

Update: Se ne parla anche su Vino24