Twitter-mania al Vinitaly grazie alle cantine che cinguettano

Sarà la primavera, ma i cinguettii di twitter (ovvero le conversazioni che nascono sul sistema di micro-blogging più usato al mondo) rischiano di invadere piacevolmente il Vinitaly.

Sembra che l’idea sia partita da quel vulcano di Susanna Crociani, che di twitter è una neofita (e di cui mi prendo con orgoglio un  pò di paternità, visto che l’ho convinta ad aprire l’account su twitter :-) ), ma che ne ha colto subito le potenzialità.

E così nascono le twittercantine, ovvero le cantine che utilizzano questo sistema per comunicare, ma soprattutto per creare relazioni con i propri clienti e qui sta anche la vera novità, tra di loro.

E così per il Vinitaly scatta #tweetyourwines. Non è un evento, non una trovata di marketing, non è una nuova moda, ma potrebbe diventarlo.

In realtà è una possibilità. La possibilità di far vivere Vinitaly come evento sociale, in cui ogni partecipante può dire la propria sui vini e sulle cantine che visita, con la possibilità da parte delle twittercantine di individuare un percorso tra le cantine che credono in questa possibilità.

Merito quindi alle cantine, ma anche produttori di olio, che si sono uniti tra di loro e che hanno reso disponibile questo percorso alternativo:

- Carbone Vini
- Cascina Gilli
- Cascina I Carpini
- Cantele
- Il Palazzone
- Crociani
- Sandro De Bruno
- Il Brolo
- Il Mosnel

Ma non saranno solo loro a cinguettare al Vinitaly, anche colossi come Santa Margherita si sono organizzati in tal senso.
Altre cantine da segnalare?

Ed il Brunello è sempre più www

Grande enfasi da parte del Consorzio del Brunello di Montalcino nel comunicare le proprie attività online.

Più di 16.000 iscritti alla propria pagina di Facebook in effetti non sono male come biglietto da visita, soprattutto perchè la pagina è costantemente aggiornata di foto, video ed interventi da parte del Consorzio (sarebbe anche bello però sapere nome e cognome di chi interviene a nome del Consorzio per creare una relazione più umana).

Merito anche del nuovo sito, migliorato decisamente rispetto al precedente (e presto sottoposto a recensione).

Anche Twitter non è indenne con l’attivazione da pochissimo di un account ufficiale che nell’ormai prossimità del Vinitaly potrà essere un ottimo strumento di comunicazione. Soprattutto per chi si orienterà alla fiera veronese dando un occhio con il proprio cellulare (a proposito, mettere un wi-fi gratuito al Vinitaly è chiedere troppo all’ente fiera?).

Qualcuno dirà che per un Consorzio/Marchio come il Brunello era anche ora ed è il minimo quello che si sta facendo, e sono completamente concorde.
La situazione anomala era prima, dove sembrava che l’imperativo fosse non comunicare, specialmente nei momenti più difficili, come lo scandolo Brunello. Vedremo se questa modalità rimarrà attiva anche quando ci sarà da comunicare o confrontarsi su temi meno facili.

Intanto però speriamo che sia da traino anche per altre realtà del panorama vinicolo italiano.

Comunicare un evento online. Il caso Vignaioli e Vignerons

Vignaioli e Vignerons, il sito
Vignaioli e Vignerons, il sito

Vignaioli e Vignerons è un’evento che vedrà dieci giorni di eventi dedicati al mondo della vite e del vino.

Voluto da Regione Toscana, Arsia, Slow Food e Fondazione Sistema Toscana, partirà il 4 dicembre e si concluderà il 13 dicembre.

E fin qui l’evento fisico, sicuramente interessante per chiunque si occupi di vino.

Ma è sull’approccio online che vogliamo soffermarci.

L’iniziativa sfrutta tutti i canali dell’online per farsi conoscere. Oltre al sito web, ben realizzato e ricchissimo di informazioni, è disponibile un blog partecipativo, ovvero dove blogger ospiti possono dire la loro sulla manifestazione e rendere più attivo il dibattito.
Senza dimenticare account specifici su twitter e flickr dedicati non solo a questo evento, ma a molti di quelli che accadono nella regione.

In pratica una strategia di comunicazione online che punta non solo a farsi trovare dalle persone, ma anche andandole a “prendere” negli ambienti dove la comunicazione è più attiva e dinamica.
Non con mezzi orientati ad un singolo evento, ma con una strategia più ampia che punta a valorizzare un intero territorio, in questo caso la regione Toscana.