E sulla vendita online vini, Italia batte Francia

Chi mi conosce sa bene che ho grandissima stima per i vini Francesi, è quindi con piacere ancora più grande scoprire che la Scuola di Management di Bordeaux (BEM) ha rilasciato l’edizione 2011 dell’E-Performance Barometer, una ricerca  che analizza i migliori siti di e-commerce di vino del mondo.

La sorpresa non è certo la prima posizione di wine.com (ne abbiamo parlato qui), ma la quarta di wineshop.it (di cui avevamo intervistato Andrea Gaetano Gatti) che precede altri siti blasonati (soprattutto francesi). Preceduta solo dal già citato wine.com, un sito inglese e, sorpresa, da uno cinese.

Certo che se si guarda la classifica dei primi dieci posti abbiamo:

  • 4 Francesi
  • 2 Statunitensi
  • 1 Italiano
  • 1 Cinese
  • 1 Inglese
  • 1 Australiano

E nessun altro sito italiano nelle prime 28 posizioni. Quindi parlare di vittoria italiana è un po’ esagerato, ma ci fa comunque piacere.

E-commerce vino, l'esempio di wine.com

Dopo l’articolo su e-bay proseguiamo nell’analisi dell’e-commerce vinicolo. Difficile quindi non parlare di un sito americano, che è un punto di riferimento su come dovrebbe essere costruito un sito di e-commerce: wine.com.

wine.com

Wine.com nasce nel 1998, ha base a San Francisco e conta quasi un centinaio di dipendenti tra buyer, sviluppatori, logistica e servizio clienti.

Il sito ha un impostazione grafica un pò datata, ma ancora  efficace, ma non mi stupirebbe  se nel corso dell’anno venisse “rinfrescato” un pò.

Vende solo negli Stati Uniti e punta fortemente su tre aree:

- Regali
- Club
- Community

L’area Regali è veramente ricca, fatta per non lasciare nulla al caso. Oltre a poter scegliere i vini da regalare, potete scegliere la confezione, gli accessori da aggiungere, quando deve avvenire la consegna, eccetera.

L’area Club è la possibilità di iscriversi ad un servizio di scelta(da parte di wine.com) e consegna vini fatta su tre tipologie (e costi), con scelta della durata (da 3 mesi in poi). Quello che in Italia viene fatto da anni a livello di libri, con i “club degli editori” e simili.
In pratica pago X dollari al mese e ricevo 2 bottiglie al mese a casa mia(scelte dalla redazione di Wine.com), con schede di dettaglio, possibilità di sconto se acquisto di nuovo quelle bottiglie e così via.
Un servizio per il Cliente, ma soprattutto per wine.com che può contare su numeri certi ed organizzarsi al meglio nell’acquisto e gestione dei vini.

Infine, ma non meno importante, l’area Community, dove ad oggi sono registrati più di 12.000 utenti e più di 10.000 liste vini. Ogni utente può creare la propria lista di vini preferiti, condividerla con gli altri, votare e recensire liberamente ogni vino, organizzare discussioni su vini e tipologie.

Altra cosa che salta subito all’occhio è lo spazio dedicato ai punteggi delle guide, Wine Spectator e Wine & Spirits in primis che vengono utilizzati come lancio editoriale e come vera e propria categoria (i vini con almeno 90 punti).

In conclusione un sito con impostazione molto americana (vedi i voti delle guide visti ancora come bibbie) e dove di un vino si guarda soprattutto alle emozioni e sensazione che provoca (poca attenzione a zone d’origine e storia del produttore).
Veloce e chiaro da navigare, ottimizzato per i motori di ricerca, senza inutili fronzoli.

Le chiavi del suo successo?
Sicuramente un cospicuo investimento iniziale ed un giro di fatturato che permette di mantenere una struttura di diverse persone dedicate, ma anche un attenzione da subito alla community, che ha permesso di creare una vera comunità di appassionati che interagiscono tra loro, facendo vivere il sito anche in maniera autonoma.
Sicuramente difficile che un sito simile venga aperto in  Italia, ma finchè non si prova….