Octagon 2006 Barboursville

Non capita tutti i giorni di assaggiare vini statunitensi, in particolare della Virginia.

In questo caso parliamo di un trittico di merlot, cabernet-sauvignon e cabernet-franc dell’annata 2006.

Il colore è meno intenso di quello che mi aspettavo, un bel rosso rubino.

Al naso è intenso, non pulitissimo, ma con sentori terziari di liquerizia ed un peperone che si ripropone in modo netto in bocca.

Al gusto è piacevole, per niente “pesante”, anzi denota una certa bevibilità che non mi aspettavo. Nonostante questa bevibilità non brilla per freschezza, ma il retrogusto è piacevole e lungo.

Un vino che non spicca per eccessiva originalità, ma per questo non banale. Un vino da accompagnamento, molto piacevole.

Direi che questo Octagon non è niente male, ed un buon biglietto da visita per i vini della Virginia.

Mettersi in gioco: la tasting list di Zonin

La tasting list di Zonin (qui i post su Avvinare) prosegue e stavolta tocca a due vini rossi.

Uno toscano, più precisamente della Maremma e l’altro siciliano. Quest’ultimo nato da un’altra iniziativa di Zonin di cui avevamo già parlato: myFEUDO.

Passiamo ai vini, degustati alla cieca in mezzo ad altri 2 vini (anch’essi taglio bordolese).

Rocca di Montemassi 2008 di Rocca di Montemassi
Maremma Toscana IGT

Con pochi minuti di apertura alle spalle esprime un profumo molto vinoso e poco altro. Dopo qualche minuto comincia ad “aprirsi” con profumi terziari ed una nota dolce, con un’intensità crescente.

In bocca l’alcol si fa sentire, ma non in modo troppo fastidioso. Il tannino si percepisce, ma è un tannino setoso, molto piacevole che con la carne in abbinamento si è legato molto bene.

In definitiva un bel vino, che gioca su toni setosi e non sulla potenza.

Symposio 2007 di Feudo Principi di Butera
Sicilia IGT

Colore molto scuro. Al naso da subito buona intensità, con frutta rossa in evidenza ed un pizzico di “vaniglia”, piacevole ma un pò sovrastante rispetto ai profumi primari.

In bocca è un’esplosione di gusto, con subito in evidenza un deciso sapore di liquerizia. Colpisce per l’intensità e per la poca percezione alcolica, denotando un ottimo equilibrio in bocca.

Tannino deciso, ma per nulla fastidioso. Non è lunghissimo ed il retrogusto è meno pulito dell’ingresso in bocca, ma è sicuramente piacevole.

Una buona freschezza permette di non stancarsi anche dopo il 2^ bicchiere.

In conclusione un bel vino in bocca, al naso non originalissimo. Da riprovare tra 1 0 2 anni per vedere l’evoluzione soprattutto olfattiva.

Alla cieca è stato preferito al naso il Montemassi, mentre in bocca il Symposio.

Grazie ancora a Francesco Zonin che anche questa volta non ha avuto paura di mettersi in gioco.

Vino fai da te? No, vino open source

myfeudo Feudo Principi di Butera, tenuta del Gruppo Zonin lancia un’interessante iniziativa in rete. Si tratta di myfeudo.

Un progetto che prevede la creazione di un blend con la collaborazione di più persone del mondo del vino.

La partecipazione ci sarà anche online con la scelta del nome del vino, mentre i diversi campioni verranno sottoposti ad un ulteriore test al Vinitaly 2010 per capire quale potrà essere il blend finale.

Non so se da questa iniziativa, potrà veramente uscirne un gran vino, ma internet è il mezzo giusto con cui poter cominciare a sperimentare anche nuove forme di produzione.

Il sito di presentazione dell’iniziativa si presenta già con molte informazioni e grazie al blog interno permette già la partecipazione rilasciando i propri commenti.

Seguiremo il progetto in dettaglio.

Per approfondire:
- il dibattito su Intravino
- e quello su Vinix

Tasting Panel Zonin: Astraio

Astraio - Rocca di Monte MassiCi voleva un tasting panel per aggiornare Wino. Purtroppo gli ultimi due mesi lavorativi sono stati veramente pieni con pochissimo tempo libero, ovviamente dedicato alla famiglia.

Ma l’arrivo della bottiglia di Francesco Zonin, mi ha obbligato all’assaggio e quindi alla recensione (lavoro per niente ingrato).

Tocca questa volta a Astraio della Tenuta Rocca di Montemassi, in zona Maremma (Toscana).

Il vitigno non direi che sia tipico, visto che si tratta del francesissimo Viogner, che negli ultimi anni comincia anche ad essere vinificato in Italia.
La mia esperienza su questo vitigno è molto limitata, giusto qualche francese e qualche esperimento siciliano non di troppo successo.

Passiamo all’Astraio.
Il colore è un bianco carta brillante. Al naso colpisce per i frutti tropicali ed una nota minerale che dona un tocco di eleganza. In bocca una buona freschezza, ma la mineralità del naso quasi scompare al gusto (un peccato).

Non completamente equilibrato, ma sicuramente piacevole.
Un vino che complessivamente è piaciuto anche agli altri commensali.

Grazie Francesco.

Tasting list Zonin

Come già scritto in altre occasioni, uno degli strumenti  più diretto ed immediato per un’azienda è organizzare una degustazione di un proprio vino tra gli appassionati.
Internet è probabilmente il modo migliore per organizzarla,  sia in termini di tempo, sia di efficacia e di ritorno di feedback.

E così, dopo le esperienze precedenti di Poggio Argentiera, tocca a un “grosso calibro” del panorama vinicolo italiano:  Zonin.
Francesco Zonin si è buttato a capofitto nell’avventura online con il suo blog “Wine is Love” e tra le tante iniziative è partita anche la “tasting list“.

E così, anche al sottoscritto è  arrivato il primo vino:  Primitivo di Manduria DOC 2006 Altemura di Altemura della Masseria Altemura.

Altemura di Altemura Primitivo di Manduria 2006

Altemura di Altemura Primitivo di Manduria 2006

Il “tasting list” è stata anche occasione di co-brand, con la confezione della spedizione che è stata curata ed offerta da  EWSP.

La stessa conteneva la scheda del vino, una lettera di presentazione dell’iniziativa di Francesco e del vino fatta dal suo enologo.
Sicuramente già questo un  ottimo modo per comunicare con un appassionato.

Passiamo al vino.

Degustato insieme alla moglie, altra appassionata.
Appena aperto, al naso non è pulitissimo, ma basta un minuto perchè non rimangano profumi spiacevoli. L’intensità è elevata con sentori netti di affumicato e frutti rossi molto maturi. Il colore è quello che ci si aspetterebbe da un Primitivo di Manduria, scuro ed intenso,  sull’unghia si notano bellissimi riflessi rosso rubino.
In bocca sei pronto ad aspettarti un “vinone“,  inteso come pieno e complesso.
In realtà l’ingresso in bocca è come te lo aspetti, ma l’impatto successivo no e la persistenza non è lunghissima.
La complessità gustativa rimane lievimente inferiore alle attese.
In conclusione, nessun difetto, molto interessante al naso, ma non altrettanto in bocca.
Da l’impressione di voler essere un vino di struttura, ma allo stesso tempo non troppo “pesante”, ma non sembra raggiunga l’obiettivo.

Comunque complimenti a Francesco, per averci proposto un vino sicuramente non facile.
Siamo curiosi di sapere come avranno trovato il vino gli altri appassionati.